Sito Ufficiale dell'Ing. Mauro Parolini
Consigliere Regionale della Lombardia

ricerca nel sito

Menù

    Entra in contatto

    Iscriviti per ricevere gli aggiornamentiIscriviti per ricevere gli aggiornamenti
     

    Facebook

    Mauro Parolini è su FaceBookMauro Parolini è su facebook! diventa fan

    Spargi la voce

    Suggerisci il sito di Mauro Parolini ai tuoi contattiInvita i tuoi amici su mauroparolini.it

    notizie

    Chi salva la politica?

     
    «Sgomento». Ha usato questo termine, il cardinale Angelo Bagnasco, per accennare ai fatti che occupano le prime pagine da giorni. È una parola vera. Basta guardarci, per accorgersene.
     

    da Tracce
     
    «Sgomento»: si parte da qui, dal «primo effetto che ha su di noi questa
    valanga di fango e di caos». Anticipiamo da Tracce di febbraio un commento
    sulle vicende italiane dell'ultimo periodo

    «Sgomento». Ha usato questo termine, il cardinale Angelo Bagnasco, per
    accennare ai fatti che occupano le prime pagine da giorni. È una parola
    vera. Basta guardarci, per accorgersene. Sorprendere il primo effetto che
    ha su di noi questa valanga di fango e di caos.

    Prima della repulsione di fronte allo squallore che viene a galla. Prima
    della ribellione per una battaglia politica fatta via inchieste e
    provvedimenti giudiziari, che sta mettendo a rischio il bene di tutti.
    Forse addirittura prima della rabbia e della pena per un Paese che avrebbe
    bisogno di tutt’altro e si ritrova impantanato tra bungabunga ed annizero.
    Prima di tutto questo, o comunque dentro tutto questo, se siamo leali il
    contraccolpo ha davvero quel nome: sgomento. Ovvero, malessere. Disagio.
    Per un modo di trattare cose e persone triste di suo, e reso ancora più
    amaro se accompagnato dall’illusione di potere tutto, anche sfuggire al
    tempo. Per la menzogna di chi si aspetta che «a cambiarci la vita» sia
    qualche busta piena di euro, intascati magari dando in cambio te stessa o
    spingendo tua figlia a sgomitare per farlo. E anche per come si usa di
    tutto ciò per attaccare un avversario che non si è riusciti a buttar giù a
    forza di voti ed elezioni. Sesso, soldi e politica. «Lussuria, Usura e
    Potere», come diceva Eliot. In fondo, la vicenda è sempre lì. Le
    tentazioni eterne, di sempre e per tutti.

    Certo, sulle inchieste serve chiarezza. Se c’è ipotesi di reato (reato,
    non peccato: quello, fino a prova contraria, non riguarda i pm), si
    indaghi, e in fretta. Così come è urgente che ognuno torni a fare il suo
    mestiere, che politici, giudici e media si rimettano al servizio del bene
    comune - vocazione che in gran parte stanno smarrendo - anziché «tendersi
    tranelli», come ricordava il cardinale Bagnasco, aggiungendo che «dalla
    situazione presente nessuno ricaverà motivo per rallegrarsi né per
    ritenersi vincitore». Ma non perdiamo l’occasione per prendere sul serio
    quel contraccolpo iniziale, quel turbamento. Non spostiamoci - o non
    lasciamoci spostare - sulla sempiterna “questione morale”, sull’incoerenza,
    sulla debolezza umana. Fatti serissimi, di cui tenere conto, ma che
    arrivano dopo, perché in fondo lo sappiamo che è difficile mettersi nei
    panni di chi scaglia per primo la pietra. Un istante prima, invece, c’è
    quel disagio, quell’inquietudine profonda. Che, se viene presa sul serio,
    porta a una domanda: ma chi può salvarci da questo? Chi può tirarci fuori
    da un modo così avvilente di trattare se stessi e gli altri? C’è qualcosa
    che possa riempire la vita più di sesso, soldi e potere o tutto ciò a cui
    possiamo ridurre il nostro desiderio di felicità? Qualcuno capace di
    attirare tutto di noi a sé, perché - finalmente - basta al nostro cuore?
    Chi può salvare l’umanità di Berlusconi, di chi gli gira intorno, di chi
    gli dà addosso - e mia, qui e ora? La salvezza, la pienezza dell’umano,
    non verrà dalla politica, se mai ci fosse stato bisogno di conferme. Né
    dai giudici. Ma da chi, allora?

    Qui lancia la sua sfida il cristianesimo. Qui, ancora una volta, ci
    provoca fino in fondo Cristo. L’Unico che ha la pretesa di rispondere al
    nostro bisogno di felicità. L’Unico che può generare una morale, cioè
    salvare l’umano: sfidarlo con un fascino più potente del resto - di
    tutto - e attrarlo a Sé, fino a cambiarlo. Perché è l’Unico che gli
    riempie il cuore.

    Ma qui si capisce anche il realismo dei criteri che la Chiesa ha sempre
    usato per giudicare la politica e i politici: il bene comune, appunto, e
    la libertas Ecclesiae, prima e più della coerenza e dell’ineccepibilità
    morale del singolo. Sembrano non c’entrare nulla. Invece entrano nel
    merito fino in fondo. Perché se è solo Cristo che salva l’umano,
    salvaguardare la Sua presenza nella storia - la Chiesa - vuol dire
    lasciarGli spazio nel mondo, qui e ora. Vuol dire aprirsi alla possibilità
    che potenti e soubrette, magistrati e giornalisti (e noi, con loro)
    incontrino qualcosa per cui vale la pena vivere, e cambiare.

    È questo che chiediamo alla politica. Non la salvezza, ma che lasci spazi
    di libertà a questo luogo che salva anche la politica, perché rende
    presente nel mondo qualcosa che non ha paragone con Usura, Lussuria e
    Potere. Qualcosa di infinitamente più grande. Qualcuno di vero.

    [<<]   [<]    1   2    3    4    5     [>]   [>>]

    Contatti

    Ing. Mauro Parolini
    Consigliere Regionale della Lombardia

    via Fabio Filzi, 29 - 20124 MILANO
    tel. 02/67482852 fax. 02/67482488

    email: segreteria.parolini@consiglio.regione.lombardia.it

    skype: mauroparolini