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notizie
Napolitano: No all'indifferenza, tutti debbono reagire
sull'immigrazione. E' interessante sia per l'accento posto sull'attenzione ad
ogni singola persona che sulla necessità di regolare nei modi più opportuni
l'accesso al nostro paese che di stroncare la tratta dei clandestini da parte
dei criminali, impedendo la partenza dei barconi della morte.
Caro Magris,
lei ha dolorosamente ragione. Tocca noi tutti («pure me stesso mentre sto scrivendo queste righe»: lei ha voluto sottolineare nell'articolo sul Corriere di sabato) l'assuefazione alle tragedie dei «profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile» che periscono in mare. Le notizie relative ai duecento, forse trecento esseri umani scomparsi giorni fa in acque tunisine non riuscendo a salvarsi da un barcone travolto dalle onde, sono sparite dai giornali e dai telegiornali prima ancora che si sapesse qualcosa di più sull'accaduto. E con eguale rapidità è sembrata cessare la nostra inquietudine per un fatto così atroce. Non si è trattato - lo sappiamo - di un fatto isolato, ma di un susseguirsi, negli ultimi mesi, di tragedie simili. Lei ha spiegato con crudezza come miseria della condizione umana l'acconciarsi a convivere con quella che diviene orribile «cronaca consueta». Ma se in qualche modo è istintiva l'assuefazione, è fatale anche che essa induca all'indifferenza?
A me pare sia questa la soglia che non può e non deve essere varcata. Se è vero, come lei dice, che la democrazia è tale in quanto sappia «mettersi nella pelle degli altri, pure in quella di quei naufraghi in fondo al mare», occorre allora scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell'indifferenza, occorre reagire con forza - moralmente e politicamente - all'indifferenza: oggi, e in concreto, rispetto all'odissea dei profughi africani in Libia, o di quella parte di essi che cerca di raggiungere le coste siciliane come porta della ricca - e accogliente? - Europa.
La comunità internazionale, e innanzitutto l'Unione europea, non possono restare inerti dinanzi al crimine che quasi quotidianamente si compie organizzando la partenza dalla Libia, su vecchie imbarcazioni ad alto rischio di naufragio, di folle disperate di uomini, donne, bambini. È un crimine lucroso gestito da avventurieri senza scrupoli, non contrastati dalle autorità locali per un calcolo, forse, di rappresaglia politica contro l'Italia e l'Europa. Ma è un crimine che si chiama «tratta» e «traffico» di esseri umani, ed è come tale sanzionato in Europa e perfino a livello mondiale con la Convenzione di Palermo delle Nazioni Unite nel 2000.
Stroncare questo traffico, prevenire nuove, continue partenze per viaggi della morte (ben più che «viaggi della speranza») e aprirsi - regolandola - all'accoglienza: è questo il dovere delle nazioni civili e della comunità europea e internazionale, è questo il dovere della democrazia.La ringrazio, caro Magris, per la sua sollecitazione: che ho sentito come rivolta anche a me, come rivolta, di certo, a tutti gli italiani.
Giorgio Napolitano
CORRIERE DELLA SERA 6 GIUGNO 2011
Elenco delle notizie
- Formigoni: pentito di quelle vacanze di Natale
- Carron: abbiamo tanta strada da fare
- L' ANTICA VOGLIA DI FAR DA SÉ
- Mario Mauro: «Aggressione a Formigoni, si butta via una Regione virtuosa»
- Lunedì 26 marzo 2012: Presentazione del libro "La Prima Politica è vivere"
- Serata dedicata alla Caccia: Mercoledì 21 marzo ore 20
- Mario Mauro: Rifondazione d'Europa
- Tarantini: Non è solo coi tagli che si batte la Casta
- Mario Mauro: Superiamo l’Europa
- Giovedì 1 Marzo 2012: Tunisia 2011. La Rivoluzione. E poi?
- Tarantini: «Mi ha colpito molto sul piano intellettuale»
- Mario Mauro: L'Italia e i due tabù
- Mozione PDL per il Congresso del 19 febbraio 2012
- Mario Mauro: Lezioni di greco
- Alfano: premier preparato e arguto, ma batta i pugni sul tavolo in Europa
- Vignali: Liberalizziamo la scuola
- Papa Benedetto XVI: Educare i giovani alla giustizia e alla pace
- Ostellino: Uno Stato troppo controllore soffoca i principi liberali
- Antonini: 5 riforme subito
- Panebianco: La certezza degli abusi


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