Milano, 5 dic. – Non si fermano le polemiche a seguito del declassamento che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha assegnato all’Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia. A due anni dal provvedimento di riorganizzazione, il Consiglio regionale ha approvato, all'unanimità, nella seduta di oggi una mozione per ottenere nuovamente la piena funzionalità e operatività della sede bresciana. Primo firmatario e presentatore dell’iniziativa l’assessore Mauro Parolini, che durante il suo intervento in aula ha sottolineato la necessita di “compiere ogni azione utile nei confronti del MIUR per porre rimedio ad una decisione ingiustificata”. 

Secondo Parolini “si tratta infatti di una scelta inaccettabile, che incide gravemente sulla rilevanza del sistema scolastico bresciano, relegandolo ad ruolo secondario e periferico che non merita. La mozione approvata oggi rappresenta un messaggio istituzionale chiaro e compatto contro questa decisione per riportare questo Ufficio ad essere sede titolare”.

“Il declassando dalla seconda alla terza fascia causato della riorganizzazione operata – ha ribadito Parolini – è irragionevole: Brescia, con oltre 150 mila studenti, rappresenta la provincia più popolosa, seconda solo a Milano e, per la sua notevole complessità territoriale, nonché per la qualità della sua offerta scolastica, merita di fruire di servizi adeguati”. 

“Brescia rappresenta anche in questo ambito un punto di riferimento di tutta la Lombardia orientale. Ora – ha concluso Parolini – mi aspetto che la nostra precisa richiesta possa essere presa in considerazione dal Ministero e che l’Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia torni nel pieno delle proprio funzioni, tra cui quella di contare su un dirigente permanente ed esclusivo che possa far fronte alle complesse esigenze di questa sede”.