Bresciaoggi 19 agosto
 
Da Brescia a Padova, in autostrada, presto si potrà schiacciare un po’ di più sul pedale dell’acceleratore. Per la gioia di molti automobilisti, tra le pieghe di un lungo elenco di limitazioni e inasprimenti, il nuovo codice della strada prevede anche questo: elevare cioè il limite di velocità da 130 a 150 chilometri orari, ma solo nelle tratte autostradali a tre corsie che dispongono del tutor. Attenzione, però, perchè, di contro, oltre alla minore sicurezza, aumenteranno anche le sanzioni per chi corre troppo (da 500 a 2000 euro oltre i 40 Km/h e da 779 a 3.119 oltre i 60 Km/h) e diminuisce la decurtazione dei punti (si parte da -3 e non da -5). 
FATTO TESORO DELLE nuove disposizioni, quindi, la A4 da Brescia a Padova, con tutti i requisiti richiesti, si candida ad essere la prima ad alzare il limite di percorrenza. Dalla teoria alla pratica, perchè la decisione sembra all’ordine del giorno della società di gestione Serenissima: le novità introdotte dalla normativa sarebbero tagliate su misura per un’autostrada a tre corsie per senso di marcia come la Brescia-Padova. Non si limita a dichiarare che «si può fare», ma passa ai fatti il presidente, Attilio Schneck, che ha annunciato di aver già attivato uno dei primi controlli previsti dalla legge: la verifica dei tassi di incidentalità. E, stando ai primi risultati, i numeri darebbero il lasciapassare per attivare il nuovo limite. Resta però, spiega Schneck, il problema dell’installazione del sistema «safety tutor» su tutto il tratto in gestione. Al momento il sistema di telecamere che monitorano la velocità media è attivo solo sui 25 km tra Brescia e Sommacampagna.
Francesco Bettoni, presidente della Camera di commercio di Brescia e membro del Consiglio di Amministrazione di Serenissima, si dice «assolutamente d’accordo con l’ipotesi di innalzare il limite ai 150 Km/h fino a Padova – dichiara senza esitazioni -. I dispositivi automatici di monitoraggio dell’andatura media, i cosiddetti Safety Tutor, sono già, di per sè, una garanzia di sicurezza: con questo sistema ineccepibile si riesce cioè a monitorare molto bene la velocità in autostrada. Impossibile sgarrare senza pagarne le conseguenze». Bettoni minimizza anche l’aspetto più delicato, quello appunto dell’innalzamento della velocità: «Sotto il profilo dell’ incidentalità, non sono di certo i 20 chilomentri all’ora in più concessi all’automobilista a determinare una forbice negativa – osserva Bettoni -: questo margine credo non significhi nulla in termini di sicurezza. Penso che esistano tutte le condizioni affinchè su questo tratto della A4 si attivi in breve tempo il nuovo limite: per quanto mi riguarda – ribadisce – si può fare eccome. Anche perchè – sottolinea – non solo renderebbe la mobilità più accentuata e fluida, ma, semplicemente, ci uniformerebbe alle norme Ue».
VERO ANCHE, in effetti, che per i neopatentati il problema non sussisterebbe nemmeno, anzi: sempre secondo il nuovo codice della strada, fino a 21 anni i limiti di velocità si riducono ulteriormente, tanto quanto la cilindrata massima della vettura che la legislazione consente di guidare. D’accordo sui 150 chilometri orari, però con qualche accorgimento, anche Mauro Parolini, già assessore provinciale alla Viabilità e vicepresidente di Centro Padane spa, da sempre schierato in prima linea al capitolo sicurezza stradale.
«I cartelli digitali a messaggio variabile potrebbero consentire una gestione "just in moment" del nuovo limite», ipotizza, prendendo in prestito un inglesismo che indica la possibilità di gestire la nuova disposizione in base alle situazioni. «Per esempio, nelle giornate che presentano traffico particolarmente intenso, o in caso di maltempo, si potrebbe sempre temporaneamente ripristinare il limite dei 130 Km/h – sottolinea -. Credo comunque che in condizioni normali si possa assolutamente fare, fermo restando che sarebbe buona pratica, sullo stesso tratto, imparare a utilizzare anche la corsia più a destra, troppe volte dimenticata».
Portare il limite a 150 chilometri all’ora significherebbe – aggiunge Parolini – «garantire una mobilità più flessibile e una circalazione migliore, sempre sotto il controllo del Tutor. Anche la tratta a quattro corsie, da Bergamo a Milano, potrebbe essere una valida prossima ipotesi».
La possibilità di viaggiare a 150 Km orari sulla A4 piace anche al neo assessore provinciale alla Viabilità, Maria Teresa Vivaldini, che si dice favorevole al nuovo limite «su autostrade a tre corsie, come la Brescia-Padova, dotata di Tutor e di standard che ne fanno l’arteria più sicura d’Italia. Si sono applicatealla piattaforma le migliori tecnologie innovative – sottolinea – e, a fronte di un innalzamento del limite di velocità – raccomanda Vivaldini – si dovrebbe, d’altro canto, applicare la assoluta inflessibilitàa chi dovesse superarli, a giusta tutela dell’incolumità di chi viaggia sulle nostre reti autostradali» .