È una storia di continui successi quella che raccontano i numeri e la reputazione del turismo sul lago di Garda. Crescono arrivi e presenze, cresce l’offerta, la qualità. Merito degli operatori, di tutta la filiera dell’accoglienza e degli amministratori locali più illuminati. E anche di una rinnovata sinergia tra i vari soggetti istituzionali nella promozione e nella gestione, che Regione Lombardia ha cercato di favorire e incoraggiare in questi ultimi anni.
Al termine di un’altra stagione estiva molto positiva rimangono tuttavia aperte alcune questioni fondamentali, da cui dipende il futuro di questa area turistica e sulle quali poggia il suo ulteriore sviluppo. Tra queste ci sono senz'altro la qualità e la sostenibilità degli spostamenti.
Proprio in questi giorni, in un incontro con i vertici di Anas, ho avuto notizie positive circa il procedere del raddoppio delle gallerie di Gargnano. Un intervento atteso e decisivo, che ha già ottenuto lo stanziamento necessario e che ho promosso insieme alla richiesta di una Stazione del Garda sulla TAV, la linea ferroviaria dell’alta velocità. Opera strategica, quest’ultima, ma che senza questa fermata avrebbe il risultato paradossale di isolare il Garda, allontando gli oltre 40 treni veloci che oggi fermano tra Desenzano e Peschiera. Al contrario la creazione di una stazione renderebbe il Benaco ancora più accessibile e farebbe del basso lago uno dei più importanti hub turistici d’Europa. È inoltre giusta l’idea di sviluppare un nuovo servizio di trasporti di linea su battelli, in modo da alleggerire il traffico veicolare e dare a residenti e turisti un’alternativa sostenibile alla strada. Su quest’ultimo punto è bene chiarire che non c’è bisogno di creare nuove società pubbliche o partecipate, ma basterà lavorare con la Gestione Navigazione Laghi già esistente. Va sottolineato infine che l’ampliamento dell’offerta del trasporto su acqua si integra perfettamente, in un orizzonte di sostenibilità, con la fruizione dell’anello ciclabile del Garda, il cui completamento è diventato a tutti gli effetti di rilievo nazionale. Dopo aver lanciato questa idea all’edizione della Bit (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano del 2015, la sua realizzazione è stata infatti recepita tra le priorità del Governo nel piano di sviluppo del sistema nazionale di ciclovie turistiche, per il quale sono stati stanziati 74 milioni di euro nei prossimi due anni ed è stato firmato il 10 agosto scorso il relativo protocollo tra Regioni del Garda e il Ministero.

Tutte queste partite non possono però prescindere dalla questione che riguarda la qualità delle acque del lago, su cui gravano preoccupazioni fondate. È molto apprezzabile il lavoro bipartisan che i parlamentari del territorio hanno condotto per recuperare risorse importanti ed ora è indispensabile che questo slancio si traduca in un’azione concreta. Vanno assunte al più presto le decisioni strategiche; a cominciare dalla collocazione del depuratore, come adeguare le rete di collettamento e gli interventi di separazione della acque bianche e nere. E va risolta rapidamente il tema del Gestore unico. Servono scelte veloci e condivise, nella consapevolezza che è in gioco una questione essenziale non solo per l'ambiente, ma anche per l'economia gardesana. Dobbiamo poter guardare al futuro del Lago di Garda con fiducia e continuare a pensare in grande, in attesa di quel giusto riconoscimento che anche l’Unesco potrebbe riconoscergli e su cui siamo tutti impegnati.