Milano, 25 nov. – “Sul tema della legalità Regione Lombardia è impegnata in prima linea ed intende proseguire il lavoro di squadra con i soggetti istituzionali e con le forze dell’Ordine, con gli operatori e le associazioni di categoria, perché solo attraverso una visione di sistema del fenomeno, che si traduca in strategie comuni, coordinamento e corresponsabilità è possibile contrastare fenomeni criminosi di ogni tipo e garantire condizioni di concorrenza leale”. È quanto ha dichiarato oggi Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, in occasione di “Legalità, mi piace!”, la giornata nazionale organizzata da Confcommercio contro i fenomeni criminali che colpiscono le imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti.

SFORZO MAGGIORE CONTRO FENOMENO SUBDOLO – “È necessario tenere alta l’attenzione – ha aggiunto Parolini – per contrastare e denunciare le azioni intimidatorie che subiscono ancora gli imprenditori del settore. Questo aspetto, oggi ancora subdolo e insidioso, interroga profondamente la politica e la società civile in tutti i suoi aspetti e, soprattutto di fronte a questo momento delicato e ad una crisi economica che ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle, richiede uno sforzo maggiore per evitare che i nostri commercianti possano essere esposti ai ricatti delle mafie”.

1 MILIONE DI EURO CONTRO USURA – “Fra pochi giorni – ha anticipato Parolini – presenteremo un intervento che vuole dare una prima risposta a imprenditori ed esercenti vittime di usura o estorsione che hanno avuto il coraggio di denunciare i loro aguzzini con un fondo da un milione di euro per concedere contributi a titolo di indennizzo parziale dei danni subiti”.

ABUSIVISMO E CONTRAFFAZIONE – “Durante questa legislatura – ha concluso Parolini – abbiamo inoltre destinato oltre 2,5 milioni di euro a favore degli esercizi commerciali e in particolare di quei negozi di vicinato, sempre più esposti alla microcriminalità, per investimenti per la sicurezza e ha messo in campo numerose iniziative sul fronte della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, che rappresentano, sia per il commercio in sede fissa che per quello ambulante, ulteriori facce della illegalità nel commercio”.