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All’indomani delle elezioni regionali l’euforia della vittoria (e l’analisi della sconfitta) deve lasciare posto alla riflessione. E la prima riflessione che dobbiamo fare, come politici di centro destra e di centro sinistra, è quella sull’astensionismo. Il dato è macroscopico e preoccupante. 7-8 punti in più rispetto alle regionali del 2005 suonano come un segnale d’allarme che chiede a tutta la classe politica una risposta immediata, se non vuole perdere ulteriore credibilità.

Ha ragione chi dice che la gente si è mostrata disinteressata al governo della propria regione. Il caos delle liste in Lombardia e Lazio è certamente servito ad allontanare molti cittadini, instillando in loro la convinzione che la politica sia al di sopra della legge.

Ma la battaglia delle liste non è stata la sola a diffondere disillusione e cinismo. È stata il punto culminante di un modo di fare politica contro il “nemico” Silvio Berlusconi, e non per i cittadini e al servizio delle istituzioni. Ecco perché queste elezioni regionali suonano come l’ultima chiamata per riportare tutti alla responsabilità di governo della politica.

 

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