QUESTO DOCUMENTO CHIARISCE IN MODO UTILE I RIFERIMENTI IDEALI E I CRITERI DELLE AZIONI DEI PROSSIMI MESI. 
MAURO PAROLINI

POPOLO DELLA LIBERTA’: RITORNO AL FUTURO

L’esito delle recenti elezioni amministrative costringe il Pdl ad un serio esame  della situazione politica ed amministrativa. Non si tratta di cercare un colpevole ma di esaminare gli errori, consapevoli che tutti siamo responsabili. Serve poi una veloce ripartenza a prescindere dalle forme che assumerà la nostra forza politica, soprattutto si deve ripartire da ciò che è al centro della politica: la vita quotidiana delle persone, delle famiglie, delle imprese e la ricerca in essa del bene comune e di ciascuno.

I punti fermi sono nella Carta dei Valori sottoscritta all’atto della fondazione del Pdl, l’alternatività alla sinistra, l’adesione al Partito popolare europeo. Tutto il resto può essere messo in discussione a cominciare da noi stessi.

Il recente Congresso provinciale è stato unitario perché si è posto al centro di esso l’obiettivo di una buona politica al servizio dei bresciani. Per rendere più incisiva questa azione si è cercata l’unità garantendo  il diritto di esistere ad ogni area culturale presente nel Partito. Se l’azione politica e il rispetto della pluralità delle componenti fossero compromessi si metterebbe in discussione la stessa elezione della segreteria provinciale costringendo la segreteria a trarne le conseguenze.

Primo passo della ripartenza è lavorare sui fondamentali. Declinare anche in chiave locale i Valori di riferimento, non con un procedimento teorico, ma con un contatto costante con le realtà vive del nostro territorio e dando corpo alla nostra visione politica e ai nostri valori nell’effettiva azione di governo. Un partito senza radici e senza un ancoraggio ideale rischia di non evocare speranza, ingrediente fondamentale per riacquistare la fiducia dei bresciani e degli Italiani.

Il "Popolo della Libertà" è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale.

Significa attuare un’azione formativa profonda sulla classe dirigente politica e amministrativa.  Libertà della persona e dell’intraprendere devono essere garantite. Le amministrazioni pubbliche che guidiamo devono caratterizzarsi per un dialogo incessante con i corpi intermedi: non faccia lo Stato o il Comune ciò che può fare il privato. La solidarietà passa dalla valorizzazione della famiglia quale centro propulsore della società. Un Comune può fornire molti servizi, per esempio nel campo educativo, sostenendo ed agevolando le persone, le famiglie, le associazioni, le imprese in una risposta autonoma ai propri bisogni. Questa è la sussidiarietà.

I valori nei quali ci riconosciamo sono in specie quelli condivisi dalla grande famiglia politica del Partito Popolare Europeo: la dignità della persona, la libertà e la responsabilità, l’eguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà e la sussidiarietà.

Proprio perché riteniamo che l’Europa dei padri fondatori debba essere la casa dentro la quale tutti si devono riconoscere, va sostenuta con forza l’iniziativa sulla crescita (Eurobond, BCE) per evitare che la Germania scivoli verso tentazioni come quelle evocate da un suo ex Ministro degli Esteri.

In particolare giustizia e legalità significano anzitutto non produrre clientele e favoritismi. La raccolta del consenso deve avvenire su programmi e progetti in un rapporto trasparente tra gli amministratori eletti e gli elettori. La giustizia sociale per il Pdl è dare ad ognuno le stesse condizioni di partenza consentendo ai più meritevoli di raggiungere i risultati migliori ma al tempo stesso assistendo chi è rimasto indietro.

Noi pensiamo che  lo stato debba essere al servizio dei cittadini, non i cittadini al servizio dello stato e che la politica  debba essere fondata più sui valori che sugli interessi.

Il tempo che stiamo vivendo stimola la richiesta forte di partecipazione. Spesso anche critica. Non possiamo rinchiudere il dibattito nel recinto del partito ma preoccuparsi del destino delle nostre comunità.

Noi crediamo che la persona – con la sua vita concreta, gli affetti e gli interessi, i suoi valori ed i suoi principi, con la sua morale e la sua ragione di esistere e di migliorarsisia il principio ed il fine di ogni comunità politica,la sola fonte della sua legittimità.

Senza legge e ordine non ci può essere libertà. Noi pensiamo che si debba aggiungere alla libertà un altro valore, ad essa complementare: la sicurezza della nostra identità davanti all’immigrazione.

Nonostante la crisi economica e l’emergenza lavoro al primo posto nelle preoccupazioni dei cittadini è rimasta la questione sicurezza. Dobbiamo anzitutto fare sentire forte e chiaro il nostro sostegno alle forze dell’ordine inducendo il Ministero dell’Interno a potenziare gli organici sul territorio. Dobbiamo lavorare incessantemente al tema dell’integrazione per separare con chiarezza coloro che delinquono, verso i quali non vi deve essere alcuna tolleranza, e coloro che credono nell’Italia e vivono onestamente.

La chiave per uscire dalla crisi non sono soluzioni tecniche pur necessarie ma una rinnovata fiducia nella libertà, nella capacità di iniziativa e di collaborazione degli italiani. La frammentazione sociale e politica, con la conseguente incapacità di portare a termine le iniziative e di governare, è il principale pericolo. Il nostro partito deve favorire la costruzione di rapporti stabili e un clima di convivenza civile e di fiducia reciproca che aiuti chi vuole rischiare iniziative nell’economia, nel sociale e nella cultura. Dobbiamo favorire la semplificazione di una burocrazia che rimane poco orientata al servizio delle persone e, alla fine, opprimente. Deve essere ridotto il carico fiscale, a cominciare da quello che grava sul lavoro, e gli aiuti devono essere orientati a chi produce lavoro, sviluppo e innovazione.

Infine, è necessario tradurre l’esperienza di buon governo della Regione Lombardia, delle province e dei comuni amministrati dal PDL, i nostri riferimenti ideali e le nostre proposte, in messaggi anche simbolici, chiari, immediatamente comprensibili dagli elettori e capaci di suscitare anche emozioni e speranze.

Poiché abbiamo sempre creduto ad un moderno federalismo quale migliore articolazione per la gestione degli interessi dei nostri cittadini ribadiamo che un’avanzata forma di federalismo fiscale è un obiettivo da raggiungere in tempi brevi.

CONTRIBUTO ORGANIZZATIVO

Oltre che nei riferimenti ideali e di valore del partito, la nostra forza è nei tanti amministratori presenti in tutti i comuni e nelle province, capaci di affrontare questa situazione così difficile con coraggio, creatività ed efficacia. E’ quindi opportuno organizzare prima dell’estate un’Assemblea provinciale alla quale invitare gli amministratori locali e aperta ai cittadini. Il Popolo della libertà è il partito maggiormente radicato sul territorio. Ascoltare prima di decidere è indispensabile per cogliere i segnali rinnovamento provenienti dalla società. Il primo passo per ripartire, giudicando anche gli errori commessi, è ascoltare la base. L’assemblea dovrà essere convocata con regolarità anche in futuro.

Commissari nei comuni. Nei Comuni dove sono state perse le elezioni bisogna nominare urgentemente Commissari con il compito di giungere entro 6 mesi ai congressi locali. A Desenzano, Darfo e Palazzolo il clima di sfiducia rischia di far scomparire il Partito. Organizzare subito l’atteggiamento da tenere verso le amministrazioni è indispensabile per ripartire. Vanno inoltre organizzati entro l’estate tutti i congressi comunali. A tal proposito si invita il Coordinatore provinciale a sollecitare la Direzione nazionale affinchè sia emanato il regolamento attuativo.

Congresso cittadino. Le elezioni comunali di Brescia saranno un banco di prova importantissimo. Entro l’autunno deve essere indetto il congresso cittadino al fine di costruire un’azione capillare sul territorio. Capitalizzando i consensi derivanti dall’attività del sindaco, Adriano Paroli, della giunta e dei consiglieri. La composizione della lista avverrà secondo i criteri del merito, della rappresentatività, della competenza, dell’onestà e della lealtà.

Operatività dei dipartimenti. Costituire i dipartimenti con persone realmente intenzionate a lavorare e non solo mosse dalla volontà di ottenere un incarico. Entro sei mesi i dipartimenti devono produrre il Piano per lo sviluppo della provincia di Brescia.

Comunicazione web. Il lavoro deve essere costantemente confrontato con la base attraverso un sito internet e i social network producendo un coinvolgimento costante con iscritti e simpatizzanti.

Territorio e collegi. La Provincia di Brescia è troppo grande per essere governata solo dalla Segreteria e dalla Direzione provinciale. Il metodo più rapido sarebbe quello di nominare nove dirigenti di territorio in corrispondenza ai collegi uninominali precedentemente individuati per le elezioni della Camera. Si tratterebbe di un livello intermedio che consentirebbe di mantenere un dialogo costante tra la segreteria e i Comuni.

Economia e lavoro. Compensazione debiti e crediti nella PA, Credito d’imposta ricerca, Tutela dell’ambiente, zone a burocrazia zero, scuola e lavoro, infrastrutture, aeroporto, logistica, sanità pubblica e privata. Sono solo i titoli di un Piano per lo sviluupo e la crescita della Provincia di Brescia al quale dovrebbero lavorare i dipartimenti per ridare un segno di ripartenza alla comunità bresciana, aprendo un confronto con associazioni di categoria, sindacati e privato sociale e, in generale, con i cittadini.

Sociale. Applicazione sistematica del principio di sussidiarietà: valorizzazione ed aiuto a tutte le realtà assistenziali, culturali ed educative promosse da persone e famiglie.

Trasparenza e legalità. Non basta essere onesti bisogna anche apparire come tali. I comportamenti pubblici e privati dei nostri dirigenti devono essere orientatati al rigore ed alla sobrietà. I cittadini chiedono alla classe politica di condividere con loro i sacrifici della crisi.

DIRETTIVO PROVINCIALE PDL BRESCIA 28 MAGGIO 2012