MILANO, 2 mar. – ”Le Camere di Commercio sono una forma, efficiente, di democrazia economica, perché sono l’unica istituzione gestita direttamente dai soggetti economici. Sicuramente occorre un cambiamento, ma il motto deve essere ‘cambiare per migliorare, salvando ciò che è buono’”. Lo ha detto l’Assessore al Commercio, Turismo e Terziario di Regione Lombardia Mauro Parolini intervenendo al convegno regionale sulla riforma del Sistema Camerale, organizzato a Milano, dalla Confesercenti.

PUNTI DA PRESERVARE – “Tra ciò che esiste – ha sottolineato l’Assessore –  e che, a mio parere, va preservato, oltre ai ruoli intermedi, c’è l’autonomia dei territori. Eventuali accorpamenti tra Camere di Commercio di diverse province devono infatti necessariamente salvaguardare questa prospettiva e devono produrre al contempo maggiore efficienza ed economicità”.

MICRO IMPRESE – “Il tessuto economico lombardo – ha aggiunto Parolini – è caratterizzato anche dalla presenza di numerose micro e piccole imprese il cui sostegno e rappresentatività devono essere garantiti dalla riforma del sistema camerale”.

LOMBARDIA APRIPISTA – “Regione Lombardia – ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale – ha coinvolto il sistema camerale e le realtà associative producendo un documento che ha incontrato la condivisione trasversale di molte Regioni e i cui contenuti sono stati in gran parte recepiti dalla proposta di riforma a cui sta lavorando il Governo. Partiamo da qui: Regione Lombardia, in modo sussidiario, intende portare a termine questo cammino e si propone di supportare e agevolare a tutti i livelli istituzionali il percorso di autoriforma delle Camere di Commercio”.

COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI – “Il costante dialogo e la collaborazione tra Regione Lombardia e il sistema camerale – ha dichiarato Parolini – ha prodotto esperienze di operatività virtuosa come l’Accordo di Programma per lo Sviluppo Economico e la Competitività del sistema lombardo, che in questi anni ha sostenuto numerose imprese sul territorio e ha permesso di sviluppare investimenti, per il solo 2014, di 92 milioni di euro”.

MAINSTREAMING CENTRALISTA – “Oggi – ha evidenziato infine l’assessore – siamo travolti dall’onda del mainstreaming centralista: per cui, siccome alcune Regioni o qualche Ente locale ha gestito con poca efficienza alcune partite, bisognerebbe  ripartire dallo Stato. Questo non è giusto e la dimostrazione pratica che non lo sia l’abbiamo su molte questioni, come ad esempio, nella gestione delle politiche per il turismo, dove lo Stato non è certo stato brillante: l’Enit è in liquidazione e italia.it è il peggiore dei portali nazionali esistenti”.