Brescia, 31 mag. – “Una fermata della TAV in prossimità del casello autostradale di Sirmione per fare del Garda un hub turistico per il Nord Italia e per l’Europa”. È a questa idea che sta lavorando Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, in previsione dell’avvio dei lavori sul lotto funzionale Brescia-Verona dell’opera.

“La proposta – fa sapere Parolini – è già sul tavolo del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ed è stata condivisa con gli assessori al Turismo della Regione Veneto e della Provincia autonoma di Trento. Ne ho parlato anche i vertici di FS e di RFI, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane responsabile della gestione complessiva della rete ferroviaria nazionale, e tutti hanno dimostrato grande interesse”.

“Sfruttando le prerogative dell’alta velocità, la realizzazione della ‘fermata Garda’ – ha  dichiarato l’assessore – potrebbe affermare il Basso Garda come uno dei più importanti snodi ferroviari turistici europei. Il Benaco, che già registra oltre 22 milioni di presenze l’anno, non solo avrebbe infatti l’opportunità di migliorare l’accessibilità e di crescere ulteriormente, ma potrebbe diventare per i turisti un fulcro strategico per raggiungere nell’arco di una giornata altre importanti destinazioni turistiche nel centro-nord del Paese”.

“Con la ‘fermata Garda’ – ha spiegato Parolini – Milano, Verona, Venezia, Bologna, Firenze, ma anche gli altri laghi lombardi, sarebbero raggiungibili in poche ore, diventando così una sorta di area turistica unica. Questo aumenterebbe in maniera significativa l’attrattività del Lago di Garda come destinazione turistica, porta d’accesso e punto di partenza per accedere ad un’offerta più ampia, permettendo a quest’area di superare abbondantemente i 25 milioni di presenze e di innescare processi virtuosi che avranno benefici sul turismo in tutto il Paese”.

“La TAV non può essere intesa e vissuta come un corpo estrano al tessuto economico e sociale bresciano. È necessario valorizzare i benefici che derivano dal passaggio sul nostro territorio di questa importante infrastruttura, per questo Regione Lombardia sta portando avanti un lavoro molto approfondito per mitigare gli effetti negativi e affrontare tutte le criticità ancora aperte sulla tutela ambientale e paesaggistica e quella per imprese, le cascine storiche, le attività agricole e i vigneti del Lugana e la qualità del servizio ferroviario sulla linea storica”.

“La realizzazione della stazione in prossimità del casello di Sirmione è pertanto inserita in questa logica di valorizzazione della TAV, perché un’area turistica così importate – ha concluso Parolini – che solo per il mercato straniero detiene oltre il 10% del movimento turistico italiano, deve poter contare su una dotazione infrastrutturale adeguata che favorisca anche dal punto di vista ferroviario un accessibilità veloce su un ampio raggio e il collegamento con le reti di trasporto internazionali”.