Giornale di Brescia, 7 febbraio 2013

 

Fine delle attese e via libera al traffico. Da ieri sera alle 21.25 è percorribile la nuova statale 42 da Nadro di Ceto a Berzo Demo, otto chilometri e mezzo di strada che taglia i centri abitati di Capo di Ponte, Scianica di Sellero, Cedegolo e Demo. A vantaggio della circolazione e della salute dei cittadini. Contano i minuti che i viaggiatori da e per l’alta Valle potranno risparmiare, ma contano soprattutto i benefici per la qualità dell’aria e della vita nei paesi. Cedegolo, in particolare. L’apertura mette fine ad una storia ventennale poco edificante all’insegna di ritardi, ottusità burocratiche, fallimenti di aziende, incidenti, progetti da rifare, imprevisti. Uno spaccato dei problemi che (troppo) spesso si incontrano in Italia quando si tratta di grandi opere. Infatti, i primi cantieri di questo segmento delle nuova statale 42 del Tonale e della Mendola furo- no avviati all’inizio degli anni Novanta. Bisogna comunque riconoscere la svolta positiva avvenuta nel 2009, quando la situazione si è sbloccata e tutti i pezzi del puzzle sono andati al posto giusto. I lavori – affidati alle imprese Collini, Cossi, Giudici Obero- sler-Elef – sono cominciati nel febbraio di quattro anni fa per chiudersi a fine dicembre 2012. Sono state necessarie alcune settimane di attesa per la verifica dei sofisticati apparati di sicurezza nelle gallerie, la Capo di Ponte di 1.866 metri e la Sellero di 5.047, il tunnel più lungo gestito dall’Anas. «Nessuno credeva che ce l’avremmo fatta in quattro anni, invece eccoci qui» ha detto ieri il presidente dell’Anas Pietro Ciucci soddisfatto. In effetti, l’esperienza non dava molto credito alla promessa. Stavolta l’azienda ha mantenuto la parola.

Ieri pomeriggio la cerimonia di inaugurazione, nella galle- ria Capo di Ponte, ha visto la partecipazione di numerose autorità, politici, amministratori pubblici, funzionari della Regione, lavoratori, rappreentanti dei sindacati. Un incontro senza troppi lustrini, al microfono soltanto il presidente dell’Anas: niente politici per rispettare la par condicio. Ciucci ha sottolineato l’importanza della giornata, «per la Valcamonica ovviamente, ma anche per l’Anas perché mette la parola fine ad una storia travagliata. Di- mostriamo così che le cose si possono fare». Il presidente ha ricordato la collaborazione con il territorio e le istituzioni, l’impegno delle impre- se e delle maestranze; ha rivolto un pensiero a Gianfranco Bariselli, di Costa Volpino, e a Sina Vebe, albanese, due operai morti durante i lavori. Il primo, 55enne di Costa Volpino, nel crollo di una rampa il 27 giugno 2005 a Capo di Ponte; il secondo, albanese di 45 anni, travolto da un carico di travi, sempre a Capo di Ponte, il 17 giugno 2011. «Avviare e realizzare opere così complesse – ha sostenuto Pietro Ciucci – non è facile: per la burocrazia, le risorse necessarie, i problemi tecnici. Ma credo che le infrastrutture e la logistica siano fondamentali per rilanciare l’economia ed uscire dalla crisi, coinvolgendo anche capitali privati». L’investimento sulla SS42 da Ceto a Berzo Demo è stato ingente: 195,7 milioni spesati dall’Anas (meno un contribiuto di 12 milioni della Regione). Grande importanza è stata data agli impianti di sicurezza: una centrale di ventilazione, 22 ventilatori in galleria, 87 telecamere, vie di fuga sopra (alla Sellero) e sotto (alla Capo di Ponte) i tunnel, due stazioni di pompaggio anti incendio, pannelli a messaggio verbale. Un apparato tecnologico avanzato, che si spera non debba servire per qualche tragedia, come hanno invocato nella loro benedizione don Luigi Dotti e don Aldo Mariotti.

E il tratto per Edolo? «C’è una progettazione in corso – ha risposto Ciucci – ma si tratta di opere costose e le risorse sono poche». La Valle attende.

Enrico Mirani