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1.300.000 euro a favore delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La costituzione di un comitato per definire festa e bandiera della Regione. L’inno nazionale italiano ad apertura delle sedute consiliari del 2011. Lo prevede la legge approvata oggi in Consiglio Regionale con 51 voti favorevoli (Pdl, Pd, IDV, SEL, Pensionati, UDC). Contrario il Gruppo della Lega Nord.
Il provvedimento stanzia fondi per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico lombardo e istituisce un comitato per le celebrazioni della ricorrenza, con il compito di ideare e coordinare il programma delle iniziative, proporre attività scientifiche, didattiche e divulgative, raccogliere fondi e sponsorizzazioni. L’organismo formulerà anche proposte su eventuali interventi di valorizzazione del patrimonio storico e della memoria risorgimentale.
Via libera all’emendamento a un ordine del giorno della Lega Nord, presentato dal relatore Gianluca Rinaldin (PDL), che prevede la costituzione, entro 15 giorni, del Comitato tecnico-scientifico (coordinato dall’Ufficio di Presidenza) incaricato di definire la bandiera e la festa della Regione. E darne piena attuazione entro 3 mesi. Voto positivo anche per la modifica proposta dal Consigliere regionale IDV Gabriele Sola che stabilisce che tutte le sedute consiliari del 2011 si apriranno con l’Inno nazionale italiano.
Approvati inoltre alcuni ordini del giorno che impegnano la Giunta a “predisporre l’invio di tricolori alle sedi territoriali della Regione” (primo firmatarioElisabetta Fatuzzo, Pensionati); b) redigere una legge che tenga viva la memoria della Shoah (primo firmatario Carlo Spreafico, PD); c) inviare una copia della Costituzione ai cittadini lombardi al compimento dei 18 anni (primo firmatario Francesco Patitucci, IDV); d) tenere chiusi gli uffici della Giunta e del Consiglio nella giornata del 17 marzo, dichiarata Festa nazionale con decreto legge (primo firmatario Stefano Zamponi, IDV).
Per dichiarazione di voto sono intervenuti i Consiglieri regionali Maurizio Martina (PD), Gabriele Sola (IDV), Gianmarco Quadrini (UDC); Stefano Galli (Lega Nord); Gianluca Rinaldin (PDL).
Grande soddisfazione è stata espressa dal relatore del provvedimento: "Il testo approvato oggi – ha detto Rinaldin – è frutto di una mediazione che ha messo al centro l’ideale e l’importanza dell’Unità nazionale".
 
 
Venerdi 4 marzo 2011 dal Bresciaoggi
Tutti contenti, per forza o per buona voglia, nella maggioranza di centrodestra. Un po’ meno per l’opposizione, che teme il ritorno di rigurgiti di separatismo camuffati da rivendicazioni identitarie. La bandiera con la Croce di San Giorgio e la festa della Lombardia sono una vittoria per la Lega Nord, il simbolo di una «orgogliosa appartenenza» per il Pdl, e «niente di drammatico» per un Pd che quella festa dice di aver già approvato al momento di votare lo Statuto. La «tassa» pagata dagli «Azzurri» al Carroccio per ottenere via libera ai festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità, e le stesse «arrabbiature» dentro un Pdl costretto a consegnare agli alleati una bella vetrina mediatica vengono derubricate come esagerazioni giornalistiche.
Due giorni dopo il voto del Consiglio, ciascuno dei consiglieri regionali bresciani mette l’accento su quanto ha ottenuto. Pd e Pdl sottolineano la legge sui festeggiamenti dell’Unità, la Lega vede già sventolare la bandiera con la Croce di San Giorgio e aspetta di poter festeggia la Lombardia ogni 29 maggio, anniversario della battaglia di Legnano. Tutti sembrano essere contenti di quanto hanno portato a casa, anche se le opposizioni avrebbero fatto volentieri a meno di imbarcarsi nella festa lombarda proprio nell’occasione dei 150 anni.
«Noi abbiamo cercato di promuovere l’iniziativa per festeggiare il 17 marzo – dice Gian Antonio Girelli per il Pd – e la festa della lombardia è la tassa imposta dalla Lega a Formigoni per non far scoppiare in aula il caso Unità dìItalia». Ma ciò che per il consigliere Pd ha dell’incredibile è che «la Lombardia non ha preso una decisione forte sulla festa di tutti gli italiani e lo stesso Pdl ne è uscito spaccato». Per il resto, Girelli trova «assurdo» abbandonare il simbolo della Rosa camuna e «faccio ancora più fatica a capire come i leghisti bresciani possano accettarlo – dice -. In realtà si mette in discussione un brand riconosciuto nel mondo per sostituirlo con simboli più milanesi, e tutto questo è sciocco». 
MA DIETRO, per Girelli, c’e il «bisogno costante di trasmettere l’idea che il percorso secessione/federalismo va avanti». Ed è quanto sottolinea pure Gianbattista Ferrari, favorevole alla festa regionale che tuttavia «non va paragonata alle celebrazioni dell’Unità d’Italia.
Più duro è il consigliere Udc Gianmarco Quadrini. «Niente da dire sulla festa e la bandiera regionale – attacca -, ma contesto la provocazione della Lega che ha voluto legare la discussione all’approvazione della legge sui 150 anni dell’Unità. E’ sorprendente che abbiamo dovuto assistere ai voti contrari del Carroccio sull’utilizzo dell’inno nazionale ad apertura di sedute del Consiglio, sull’esposizione del tricolore nelle sedi regionali decentrate, sulla distribuzione della bandiera italiana nelle scuole, e poi vederli insistere per l’approvazione dell’odg sulla festa regionale».
Dietro questo atteggiamento Quadrini vede una attenzione più all’interesse particolare che generale, e dunque un «federalismo che divide anzichè unire». E poi, «devono spiegarci anche come mai il 17 marzo si dovrebbe lavorare – aggiunge – mentre nella festa regionale si dovrebbe stare a casa». Anzi, «per evitare altre diatribe – aggiunge – la festa regionale possiamo farla coincidere con un giorno festivo che c’è già»
Ma non sarà facile. La Lega ha già individuato il giorno, che è il 29 maggio della battaglia di Legnano, e non ci rinuncerà facilmente. «Abbiamo approvato un provvedimento che impegna a portare a compimento quanto era già nello Statuto regionale ma non era mai finito nell’agenda del Consiglio – dice Alessandro Marelli -, entro 60 giorni ci sarà la costituzione dell’apposito Comitato ed entro 120 giorni la festa sarà effettiva». E a chi teme per la Rosa camuna, «non è affatto una rinuncia – assicura Marelli – il vessillo resta nel gonfalone e nuova sarà la bandiera. Che poi nella Croce di San Giorgio si trovi il modo di lasciare una «Rosa» in miniatura, «è un’opzione da discutere».
E quanto alle «arrabbiature» degli alleati, minimizza. «Sono più di facciata che di sostanza – dice Marelli -, loro hanno ottenuto senza ostruzionismo la festa del 17 marzo e per noi c’è la grande soddisfazione di poterci unire intorno a una bandiera che accomuna tutti i lombardi».
Ma, per il Pdl, Mauro Parolini mette qualche puntino sulle i. «Innanzitutto abbiamo approvato una legge che stanzia 1,3 milioni di euro per la festa del 17 marzo con il voto contrario della Lega – sottolinea -, poi abbiamo approvato due odg, il primo per la bandiera lombarda e per la festa regionale, l’altro per l’inno nazionale a inizio di sedute del Consiglio». Insieme dicono «l’orgoglio di essere italiani e lombardi». E le due cose «non sono affatto separate»