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2° Assemblea Provinciale degli Amministratori del Popolo della Libertà di Brescia
 
Hotel President Roncadelle
 
Dopo la grande opportunità ed occasione di stamattina per portare un contributo non formale al partito in un momento difficile, ma di ripensamento e di rilancio del partito stesso, sono a proporre sul mio sito web alcuni interventi degni di nota portati all’attenzione dell’assemblea da alcuni amici amministratori locali e amici impegnati quotidianamente sul territorio per il nostro partito.

 
Mauro Parolini
 
 
Ecco l’intervento di Andrea Almici,
giovane consigliere comunale del PDL a Manerbio
 

BUONGIORNO A TUTTI,

ho colto positivamente l’organizzazione di questa assise per gli amministratori del popolo della libertà della provincia di Brescia, quale occasione di confronto e dibattito

un appuntamento che cade il giorno successivo alla nomina del ministro Alfano a segretario del pdl

se qualche giorno fa il mio intervento era spinto dalla necessità di riportare all’ordine del giorno i valori e le motivazioni che mi spingono come giovane ad impegnarmi politicamente

oggi con entusiasmo applaudo ad  Alfano

che con coraggio ha posto il popolo della libertà di fronte a grandi sfide per il cambiamento, nuove regole e schemi per arrivare ad una grande costituente

dandomi la carica giusta per voler far parte di un partito in grado di scaldare il cuore, fatto di onestà libertà e meritocrazia

per questo

partendo dai punti fermi con cui il nostro neo segretario ha tracciato la rotta

mi soffermerò solo su un problema per me dirimente

il contatto della classe dirigente con il territorio, la società civile e i giovani

vogliamo analizzare le recenti sconfitte alle elezioni amministrative ?

a mio parere non sono altro che il sintomo di un partito che non e’ più in grado di proporre delle valide proposte elettorali, troppo spesso le liste sono frutto di una fusione a freddo fra alcuni capi bastone di paese che non hanno alcuna visione delle vere esigenze della cittadinanza, a volte con il placet di un qualsivoglia dirigente provinciale,

azioni che producono a sua volta l’effetto liste civiche spaccando ulteriormente il fronte del centro destra

in mezzo a queste logiche, i giovani cercano con entusiasmo di fare il proprio cursus honorum, mettendoci impegno, idee, tempo, mettendosi in discussione

troppe volte la strada e’ però sbarrata, da chi, persa la passione per il bene comune e’ comunque recalcitrante a perdere una posizione di visibilità e interessi

la classe dirigente attuale non sta cogliendo il disagio di un mondo giovanile disorientato, uno sfilacciamento sociale fra le nuove generazioni molto preoccupante, dovuto ad una quotidiana lotta per far valere la propria professionalità in un mercato del lavoro impossibile, un esercito di 500.000 stagisti e oltre 200.000 praticanti, un mare di giovani che vorrebbe lanciare il cuore oltre l’ostacolo ma se lo vede tornare indietro

o ancora peggio quella generazione fra i 25 e 35 anni chiamata neet,  not in education, employment or training, no studio, no lavoro, solo inattività

questo scollamento, questo varco fra politica e giovani e’ sempre più profondo, e la recente mobilitazione per i referendum ne’ e’ a mio parere un chiaro segnale

bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, gli elettori, tutti coloro che vogliono impegnarsi per la collettività

torniamo a un pdl che sia davvero sul territorio, con la gente e per la gente

lasciamo spazio a

un vero ricambio generazionale su basi meritocratiche

senza quote rosa, blu, bianche,

senza quote giovani

senza quote forza italia, an

senza quote di rappresentanza per qualche grand commissis

largo a preferenze e primarie

sono convinto che i cittadini nelle urne premieranno chi avrà saputo quotidianamente trasmettere loro un reale senso della realtà, un giusto ordine della società, un giusto equilibrio fra ideali e interessi

amministriamo dal palazzo ma abbiamo il dovere di scendere per le strade, di dare una mano ai nostri cittadini, di vivere il mondo associativo, di ascoltare le categorie produttive.

non facciamoci vedere solo alla sagra del casoncello

il rischio vero e’ che questa classe dirigente produca solo dei validi elementi per il museo delle cere

LAVORIAMO INSIEME PER UN GRANDE CAMBIAMENTO

SENZA MAI PERDERE DI VISTA QUEL VALORE FRA TUTTI PER ME FONDAMENTALE

LA DIGNITA’ DELLA PERSONA

UN VERO MOTIVO PER FAR POLITICA OGGI COME DOMANI