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Giornale di Brescia 29 settembre 2010
 
Via libera ieri in Consiglio regionale al provvedimento (relatore il bresciano Mauro Parolini del PdL, primo firmatario Carlo Saffioti del PdL) che introduce alcune modifiche alla legge regionale n.26/93 che regola l’attività venatoria lombarda, in particolare per quanto concerne gli ambiti territoriali di caccia e i comprensori alpini. La votazione a scrutinio segreto ha visto 43 voti favorevoli e 24 contrari. 
Con le modifiche introdotte ieri, i cacciatori residenti in Lombardia, già iscritti nella stagione precedente a un ambito territoriale o comprensorio alpino di caccia regionale diverso da quello di residenza anagrafica, avranno ora diritto alla permanenza associativa, confermando la propria iscrizione attraverso il solo pagamento della quota entro il 31 marzo di ogni anno. «In questo modo -ha spiegato Parolini- consolidiamo e stabilizziamo la situazione esistente, dando regole certe e chiare e concedendo nuove possibilità di mobilità ai giovani». Infatti i neo cacciatori avranno diritto a essere associati nello stesso ambito territoriale o comprensorio alpino di caccia e a esercitare la stessa specializzazione venatoria dell’accompagnatore, mantenendo nelle stagioni successive il diritto di permanenza negli stessi luoghi. 
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Commissione Agricoltura Carlo Saffioti (PdL), che ha evidenziato la bontà del provvedimento che «con la nuova formulazione evita il rischio di interpretazioni difformi tra le varie provincie lombarde, riconoscendo i diritti dei cacciatori nel rispetto degli equilibri territoriali di caccia, mentre viene finalmente superata una anacronistica visione feudale della pratica venatoria». 
Tra le altre novità della nuova legge, troviamo nell’esercizio della pratica venatoria l’equiparazione delle strade agrosilvopastorali con quelle poderali e interpoderali: ora sarà quindi possibile praticare la caccia anche a distanza inferiore a cinquanta metri dalle strade classificate come agrosilvopastorali, nonché sparare nella loro direzione con fucile a canna liscia anche a distanza inferiore ai 150 metri. Via libera anche a due emendamenti presentati da Roberto Pedretti (Lega Nord) con i quali si estende la validità dell’autorizzazione per la caccia da appostamento fisso a 10 anni (attualmente erano 3) e si autorizzano centri di recupero per la fauna selvatica gestiti anche da enti locali e associazioni agricole e venatorie riconosciute. Non accolte invece le modifiche richieste da Gianmarco Quadrini e Valerio Bettoni (UdC), con le quali si chiedeva di consentire la caccia da appostamento fisso alle specie Cesena e Tordo sassello anche su terreni innevati.
Per GianAntonio Girelli (Pd): «Vanno bene le modiche attuali, ma serve una legge definitiva». Margherita Peroni (Pdl) plaude invece alle modifiche che sono state apportate. Per la Lega Nord soddisfazione è stata espressa da Monica Rizzi e Alessandro Marelli.