Consiglio Regionale 
 
5 luglio 2011
 
Nella  sessione pomeridiana, l’Assemblea regionale ha approvato all’unanimità una mozione (primo firmatario Mauro Parolini del PdL) a difesa delle Circoscrizioni comunali nelle città comprese tra i 100 mila e i 250 mila abitanti, abolite con la legge 42 del 2010. Il documento approvato, che evidenzia come che tale decisione comporti la “riduzione di spazi importanti di partecipazione democratica” invita la Giunta a difendere il decentramento amministrativo comunale e ad adoperarsi per riattivare le Circoscrizioni, garantendo che esse possano essere attuate in base alle esigenze del proprio territorio, indipendentemente dal numero di abitanti, con la garanzia però che venga mantenuto dal punto di vista dei costi un equilibrio virtuoso.
 
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA
Vista la Mozione n. 0158 presentata in data 6 giugno 2011;
a norma degli artt. 122 e 123 del Regolamento generale, con votazione palese, per alzata di mano
DELIBERA
di approvare la Mozione n. 0158 concernente sostegno al decentramento amministrativo comunale, nel testo che così recita:
“Il Consiglio regionale della Lombardia
premesso che
la legge 42/2010, a stralcio della Finanziaria del 2011, ha disposto l’abolizione delle forme di rappresentanza circoscrizionale nei comuni con popolazione compresa tra i 100 mila e i 250 mila abitanti. Tale provvedimento coinvolge tutti i comuni capoluogo di provincia della Regione, salvo Milano, ed è previsto che decorra già dal rinnovo delle amministrazioni locali della prossima primavera, che coinvolgeranno quasi un quarto dell’intera popolazione regionale;
considerato che
risulta particolarmente positiva l’esperienza pluriennale di decentramento amministrativo rappresentato dalle circoscrizioni, quale utile e importante strumento di partecipazione e di cittadinanza attiva. La partecipazione democratica al governo diffuso dei territori, oltre che patrimonio consolidato della nostra regione, risulta essere una reale risorsa per la politica e la democrazia e non un costo;
rilevato che
in risposta alla legge 42/2010 si è costituito il Comitato nazionale delle circoscrizioni di decentramento amministrativo comunale, cui ha aderito pressoché la totalità dei comuni d’Italia coinvolti dalla citata disposizione. Detto Comitato, costituitosi a Forlì il 30 giugno 2010, ha adottato un articolato documento politico recante una posizione contraria all’abolizione dell’esperienza del decentramento amministrativo comunale. La prospettiva di annullare questa trentennale esperienza pare in contraddizione coi valori della partecipazione e della sussidiarietà. Il Comitato nazionale delle circoscrizioni nei mesi scorsi ha avviato un intenso percorso di sensibilizzazione, interpellando tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, tra i quali l’ANCI, la Lega delle Autonomie, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica in una speciale audizione tenutasi il 23 novembre 2010 in sede di Commissione Affari Costituzionali, nonché il Presidente della Repubblica. Alcune Regioni a Statuto speciale stanno già avviando percorsi normativi tesi a preservare dalla decadenza gli strumenti di partecipazione dei consigli circoscrizionali, con conseguente inevitabile creazione di un’Italia a due velocità, con evidenti disparità per i cittadini e le comunità coinvolte;
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impegna la Giunta regionale
ad assumere posizione in difesa del decentramento amministrativo comunale come spazio fondamentale di democrazia e buona politica;
ad attivarsi in tutte le sedi più opportune perché il Governo e il Parlamento riformulino i disposti normativi affinché sia salvaguardata l’autonomia degli Enti locali e la loro facoltà di organizzare il governo cittadino in base sia alla popolazione sia alle caratteristiche fisiche e storiche del Comune, determinando un equilibrio virtuoso tra le funzioni effettivamente decentrate e il costo relativo;
ad attivarsi in tutte le sedi più opportune perché all’interno della nuova “Carta delle Autonomie” siano riconosciute forme istituzionali di decentramento amministrativo, in chiave federalista su base regionale;
a valutare l’opportunità di procedere all’adozione degli strumenti normativi più opportuni per garantire la partecipazione dei cittadini alle scelte di rappresentanza già dai livelli più vicini alle comunità quali sono le circoscrizioni.”.