Bresciaoggi 28 settembre 2010
 
Lo strappo dei «finiani» è una ferita che brucia come sale sulla pelle dei «pidiellini». Una lite tanto fragorosa crea imbarazzo e sconcerto a ogni livello e il senso di smarrimento colpisce in particolare chi ha sempre puntato sull’amicizia e sullo spirito di squadra come lievito del proprio impegno in politica: per esempio, i quasi 300 iscritti all’associazione culturale Areopago («tutti con regolare versamento della quota di iscrizione di 20 euro», sottolinea il neo-presidente Maurizio Vanzani), che diventano un migliaio con i «simpatizzanti». Domani sera in 174 partiranno dall’aeroporto di Montichiari per l’8° Corso di formazione per amministratori in Tunisia e, forse perchè proprio a Montichiari nell’ultimo week-end si è svolta la festa regionale dei «finiani» di Futuro e Libertà, il richiamo alla Grande Lite (seppur mai evocata direttamente) si è materializzato più volte ieri mattina nella presentazione ufficiale al Caffè della Stampa.
«Oggi chi fa politica viene visto con disgusto da gran parte dei cittadini, ma noi non possiamo permetterlo e permettercelo», ha tuonato la fondatrice di Areopago, Paola Vilardi, presidente uscente, oltre che assessore comunale all’Urbanistica. «Fare politica per noi significa mettere impegno, sacrificio e passione per il bene comune, che non è il bene personale, ma il bene di tutti». ha sottolineato Vilardi, invocando la politica che unisce anzichè dividere: «Oggi per noi è decisivo lanciare un segnale forte in questa direzione – ha aggiunto -. La mostra degli affreschi del buon governo di Ambrogio Lorenzetti a Siena, che è intitolata "Il bene di tutti" e abbiamo visto al Meeting di Rimini, più di ogni altra cosa dà il senso di ciò che facciamo e vogliamo essere, e per questo sarà riproposta ai corsisti a Sousse, in Tunisia».
«Siena nel 1300 divenne una potenza economica grazie a un fattore decisivo: l’unità del cosiddetto Governo dei Nove. Per 80 anni la città prosperò grazie alla comunione d’intenti di tutti i suoi amministratori; poi, prima ancora della peste, fu la disgregazione di quel Governo a segnarne il declino», ha ricordato il consigliere regionale Mauro Parolini, coordinatore del corso. E per chi non avesse capito il riferimento, ha aggiunto: «Purtroppo anche oggi si vedono le tracce di una simile disgregazione: troppe lotte, troppi interessi personali». Ma lamentarsi non basta, ha ammonito Parolini, citando l’amicizia e l’azione, Papa Paolo VI e il cardinal Tovini: «Anzichè criticare gli altri, cerchiamo di educare noi stessi a qualcosa di buono». Da qui l’idea del corso sul tema «L’avventura della Libertà», con quattro sessioni di lavoro (una dedicata a Dante e alla rilettura della Divina Commedia con Franco Nembrini; una al video «La pianista che commosse Stalin» illustrato da Graziano Tarantini; la terza alla mostra degli affreschi spiegata da Camillo Zola; l’ultima al tema dei rapporti fra Europa e Mediterraneo con Stefano Saglia e Mario Mauro).
«MA IL CORSO – ha sottolineato Vanzani – offrirà ai partecipanti anche l’occasione di scambiarsi idee ed esperienze, per conoscersi reciprocamente». Una sfida soprattutto per i componenti del nuovo consiglio direttivo di Areopago: 10 nuovi su 12, a partire dal presidente Vanzani, con due soli confermati, i veterani Giorgio Zecchinato (da Salò) e Arnaldo Nava Wuhrer (della città). La nuova squadra guarda alla provincia come terra di conquista, oltre Brescia, finora culla e confine dell’associazione: Andrea Almici viene da Manerbio, Gabriele Barucco da Paderno Franciacorta, Paolo Campi da Orzinuovi, Giuseppe Fogazzi da Cortefranca, Claudio Marianini da Villa Carcina, Samuele Pezzotti da Provaglio d’Iseo, Ivo Tonelli da Carpenedolo. Fra i nuovi consiglieri, vivono in città solo Paola Porcellana, l’unica donna, e Paolo Scalco. In Tunisia cercheranno la formula vincente della politica del futuro: più amicizia, meno liti.