Giornale di Brescia 5 ottobre 2010


Adalberto Migliorati
SOUSSE (TUNISIA) Il bene di tutti. È il messaggio conclusivo dell’ottavo corso di formazione per amministratori che Areopago ha tenuto a Sousse, in Tunisia. Messaggio conclusivo e tema specifico della terza sessione di lavori che, per un verso, riflettendo sugli affreschi del buon governo di Ambrogio Lorenzetti, ha completato il trittico dell’arte con la poesia di Dante e la musica della pianista che commosse Stalin al centro delle due prime riflessioni, come potente strumento che fonda un’autenticacomunità civile, ed ha introdotto e legato al contesto complessivo dell’incontro residenziale le argomentazioni dell’europarlamentare Mario Mauro e del sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia riferite agli scenari di Europa e Mediterraneo.
Il buon governo e l’arte
Camillo Zola, presidente della Compagnia delle opere di Brescia, ha presentato a Sousse un’illustrazione della mostra proposta al meeting di Rimini sugli affreschi che arricchiscono il Palazzo Pubblico di Siena. La mostra racconta, attraverso la pittura, lo scontro tra il bene ed il male nell’azione di governo della città e la ricaduta, positiva o negativa a seconda che prevalga il buongoverno o il malgoverno, che regnino le virtù oppure i vizi, sulla vita concreta della persona. Il buongoverno trae illuminazione dall’affidarsi a Dio.
Nell’ambito della tensione al buongoverno, si è svolta l’assemblea di Areopago che ha visto susseguirsi, tra gli altri, il racconto delle riflessioni e delle esperienze personali da parte di Mauro Parolini, Adriano Paroli, Graziano Tarantini, Roberto Fontolan, Paolo Valentini, Ruggero Bontempi, Samuele Pezzotti, Paola Vilardi e Bruno Faustini. Un brivido di affettuosa vicinanza ha suscitato la lettura della lettera di Maria Teresa Vivaldini, attuale assessore ai Lavori pubblici in Broletto, che ha accennato alle motivazioni private che quest’anno l’hanno tenuta lontana da un incontro che ha accompagnato nel suo crescere.
La condivisione delle esperienze
Più complessivamente è emerso il messaggio di Areopago come luogo di condivisione di esperienze prima di vita poi politiche ed amministrative: da soli non si riesce a farcela; uno deve essere accompagnato, aiutato a solcare l’oceano della vita. Anche in politica la tentazione del carrierismo si sconfigge solo ritornando alle sorgenti ideali dell’impegno come servizio del bene comune. Sindaci ed amministratori intervenuti hanno sottolineato sia le difficoltà finanziarie che si riflettono sulle articolazioni dei servizi, sia la dialettica che si innesta sul modo di fare amministrazione comunale non solo con le opposizioni, ma anche con le forze alleate. La bussola deve restare la sussidiarietà e la valorizzazione delle esperienze che sgorgano sul territorio.
Il territorio che è allargato all’Europa ed al Mediterraneo nella riflessione del sottosegretario all’Energia Stefano Saglia e del parlamentare europeo Mario Mauro, in un’Europa che è Mediterraneo. L’analisi approfondita e documentate che ha spaziato da Gheddafi alla Tunisia, Algeria, Marocco, Egitto, Turchia senza ignorare l’Est Europa, la Russia, il Brasile, l’India e la Cina. Alla concretezza della politica estera che cammina sulle gambe dell’economia e della finanza esposta da Saglia si è affiancata la concretezza della radice culturale europea e del confronto-scontro da diverse religioni di Mauro. La conclusione comune è che l’Italia deve avere consapevolezza della propria identità e del proprio ruolo per vincere la sfida di contribuire a costruire un’Europa più forte perché realizziamo un’Italia più autorevole nell’orizzonte del Mediterraneo.
Il richiamo al Meeting
Alla fine sia consentita una postilla al cronista che, avendo il dato dell’età ed il difetto della memoria, ha accompagnato anche le cronache di una lunga e non compiuta stagione di turbolenze vitali, culturali, economiche, politiche. Per restare ad Areopago, fin dal suo sorgere, questa costola interna prima Forza Italia poi al Pdl non ha mai nascosto, anzi ha rivendicato la sua matrice ciellina. Negli ultimi anni il dato si è andato accentuando, con un sempre più marcato richiamo alla casa madre del meeting di Rimini. Se vogliamo, un gesto di ulteriore chiarezza culturale e politica ma anche, per chi, soprattutto all’interno del Pdl, la percepisce quale corrente organizzata, un’aggregazione di potere politico ed amministrativo da tenere d’occhio, magari limitare.
Tra esperienza e teoria
Un ulteriore versante pare intrigante: il continuo richiamo alla fede cristiana come luce di vita, personale e comunitaria. Un rimando diretto che negli ambienti poetici ha lasciato spazio a mediazioni di diverso stile e spessore, talora finendo davvero per smarrire l’origine della realtà da mediare. Areopago insiste sull’esperienza che fa premio sulla teoria, il vissuto sul parlato, l’umanità ferita e stravolta che nell’incontro con Cristo può diventare pietra angolare di più umanità.
È una strada lodevole, il mettersi in gioco nel fango della storia, e rischiosa: legittima, chi è esterno all’associazione, a rapportarsi più ai comportamenti tenuti nel quotidiano che alle parole pronunciate nelle assemblee o affidate ai giornali.
L’ultima immagine di Sousse 2010, che è un grande impegno civile e politico, lasciamola al sindaco di Brescia Adriano Paroli: «Areopago è il luogo dove la passione personale a fare il bene diventa, attraverso l’amicizia e la condivisione, progetto per costruire il bene di tutti».