Giornale di Brescia 14 Gennaio 2011

 
Basta quartieri ghetto e, soprattutto, basta pensare che le case popolari non possano essere dignitose e confortevoli. La Regione mette così il punto fermo sul Contratto di quartiere per San Polo, lo stesso che prevede l’abbattimento, entro dicembre 2011, della Torre Tintoretto (di proprietà dell’Aler). A riaprire il dibattito e a puntare l’accento sul progetto bresciano è la V Commissione regionale, nella quale il gruppo dell’Italia dei valori ha chiesto conto «delle modifiche apportate al piano in seguito all’aggiudicazione del bando» e, quindi, una possibile revoca dei fondi stanziati dalla Lombardia. Critiche e scenari bocciati in toto dall’assessore regionale alla Casa, Domenico Zambetti, che con il suo intervento ha confermato non solo i fondi destinati alla Leonessa, ma anche la progettazione elaborata da Aler e Loggia.
«Il disegno bresciano rappresenta uno degli interventi e strumenti più qualificanti tra gli obiettivi regionali di riequilibrio del tessuto sociale e del mix abitativo – spiega l’assessore – poiché non concentra alloggi a canone sociale proprio per evitare il triste fenomeno della ghettizzazione, che porta al disagio sociale e alla mancanza di sicurezza». Una dichiarazione, questa, che non solo conferma i fondi che il Pirellone si appresta ad erogare alla Loggia (14milioni di euro circa su un investimento totale di 36.468.000 euro), ma che «apre» alla prosecuzione di quel piano annunciato dal sindaco Paroli nel luglio 2008, ovvero alla possibilità di prolungare il progetto anche sul secondo dei grattacieli di San Polo: la Torre Cimabue.
«Questo intervento – ribattono Francesco Patitucci e Stefano Zamponi dell’Idv – priverà il quartiere di molti alloggi: l’investimento per la riqualificazione abitativa prevista è stato di fatto distolto e indirizzato diversamente». E ancora: «Difficilmente i problemi dei quartieri di San Polo e Sanpolino saranno risolti in questo modo – incalza Patitucci – ma si sposteranno solo dal verticale della torre all’orizzontale degli altri quartieri». A ribattere è il consigliere Mauro Parolini (Pdl), che ricorda come «a fronte dell’abbattimento di 192 alloggi degradati, la città ne guadagna 304 nuovi, sempre a canone moderato, spalmati sulla città. L’obiettivo è infatti evitare di riproporre una situazione di concentrazione di disagio come quella attuale. Il progetto messo a punto si dimostra quindi vincente e risolutivo tanto sul piano sociale, quanto su quello urbanistico nonché architettonico».
E sulle modifiche alla convenzione stipulata con il Comune? «Il documento – puntualizza l’assessore Zambetti – non è stato modificato, bensì perfezionato. E prevede la demolizione di un grattacielo non efficacemente ristrutturabile. Tutto ciò – ribadisce infine – rientra perfettamente nella strategia e nelle direttive scelte dalla Regione: la nostra volontà, infatti, è sconfiggere il modello fallimentare dei quartieri popolari, che portano solo all’effetto ghetto, e di promuovere un’edilizia sociale dignitosa».
Nuri Fatolahzadeh