Giornale di Brescia 29 luglio 2011
 

MILANO

Un sospiro di sollievo per il popolo delle doppiette. E, a fare da corollario, lo scoramento delle associazioni ambientaliste.
Dopo un lungo dibattito, condito da scaramucce e ostruzionismi, la caccia in deroga ha ottenuto il via libera del Consiglio regionale. Un «sì» confezionato coi voti di Pdl, Lega, col supporto dell’Udc e di qualche consigliere del Pd. Contrarietà senza… deroghe per Idv e Sel. «È un risultato importante – ha commentato il consigliere regionale Mauro Parolini, che ha presentato il disegno di legge- . Ho temuto brutte sorprese, ma alla fine è andato tutto bene». In effetti è stato necessario superare un ostacolo posto, sottoforma di pregiudiziali, da alcuni gruppi di opposizione, che chiedevano di stralciare il documento dalla discussione per incongruenze rispetto alle norme di riferimento. Tentativo bocciato dall’aula. «Abbiamo approvato una legge equilibrata, che rispetta le norme italiane ma guarda, in modo particolare, a quelle europee. Questo per metterci al riparo da ogni rischio». Ma la vera novità è un’altra. «È previsto che, qualora lo Stato decidesse di variare le quote di prelievo per rispettare la famosa percentuale dell’1%, la Giunta avrà la facoltà di modificare la legge regionale senza doverla portare in Consiglio. Peccato solo – aggiunge Parolini – che anche quest’anno l’Ispra non ci abbia fornito i dati sulle specie».
Nello specifico, la legge consente di cacciare in deroga storno (dal 18 settembre al 31 dicembre, 10 capi giornalieri e 50 stagionali a cacciatore per massimo di 165mila capi cacciabili sul territorio regionale), fringuello (1 ottobre-18 dicembre, 20 capi giornalieri e 100 stagionali a cacciatore per un massimo di 310mila capi cacciabili), peppola (15 ottobre-18 dicembre, 5 capi giornalieri e 25 stagionali a cacciatore per massimo di 39mila capi cacciabili), pispola (1 ottobre-13 novembre, 10 capi giornalieri e 50 stagionali a cacciatore per un massimo di 21mila cacciabili) e frosone (1 ottobre-20 novembre, 5 capi giornalieri e 25 stagionali a cacciatore per massimo di 13mila capi cacciabili).
«Con questo provvedimento – ha sottolineato il presidente della Commissione Agricoltura Carlo Saffioti – abbiamo dimostrato alle associazioni venatorie l’impegno e la volontà di garantire la caccia in deroga, nonostante le difficoltà esistenti e la mancata modifica della legislazione nazionale vigente in materia».
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore leghista Monica Rizzi («Finalmente la risposta concreta che il mondo della caccia da tempo attendeva. L’esito delle votazioni dimostra coerenza della Lega Nord, da sempre vicina al mondo della caccia») e dal gruppo dell’Udc: «dopo la spiacevole empasse verificatasi a ridosso della scorsa stagione venatoria – hanno detto Gianmarco Quadrini e Valerio Bettoni -, la maggioranza ha ritrovato la coesione necessaria per compiere un atto di responsabilità, ascoltando anche i nostri suggerimenti».
«I cacciatori bresciani potranno, dopo un anno di stop, praticare nuovamente il loro sport preferito grazie anche al fatto che noi abbiamo garantito il numero legale in Aula» hanno commentato Gianantonio Girelli e Gianbattista Ferrari (Pd). Esultano anche i vertici di Acl: «Chi come noi ha sempre creduto ne esce a testa alta. Non abbiamo mai desistito dal nostro intento per difendere ogni forma di caccia ed in particolare a quella in deroga».
Oggi si torna in aula per il provvedimento che consente l’utilizzo di richiami vivi.