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Bresciaoggi 7 ottobre 2011
 
La caccia in deroga esce indenne da un’altra «strettoia». Ieri in Consiglio dei ministri non è stata ratificata l’impugnativa della legge lombarda in materia, che non dovrà pertanto finire sul tavolo della Corte costituzionale.
Il presidente della commissione Agricoltura, Carlo Saffiori, e il relatore della legge regionale sulla caccia in deroga, il consigliere bresciano Mauro Parolini, evidenziano come «questa decisione renda merito all’impegno profuso dalla Commissione regionale lombarda. La legge di quest’anno – sottolineano – risponde infatti nel modo migliore a tutte le obiezioni, ed è conforme alla legislazione nazionale, come conferma la decisione del Consiglio dei ministri».
Pronta la replica di Andrea Zanoni, eurodeputato Idv, che risponde al ministro Calderoli, entusiasta di aver salvato la caccia in deroga in Lombardia: «Con questa decisione – attacca Zanoni – l’Italia è ora esposta a sanzioni dell’Unione europea. Le leggi della Regione Lombardia devono infatti rispettare sia le normative nazionali che quelle europee. Tanto che l Corte di Giustizia Ue – continua Zanoni – si è già pronunciata tra il 2006 e il 2010 per infrazione sulla caccia in deroga in Lombardia. E adesso ci risiamo».
Sotto i riflettori, lo ricordiamo, è la legge regionale n. 13 approvata dalla giunta Formigoni il 4 agosto 2011, che consente la caccia in deroga a specie protette (storni, fringuelli, peppole, pispole). Proprio l’altroieri il Tar del Veneto ha sospeso un’analoga delibera della Giunta Zaia per violazione della Direttiva Ue.