Giornale di Brescia 19 gennaio 2010
 
CAPRIOLO
«Incassato» il sì sofferto del Consiglio comunale di Capriolo, la Provincia ha ingranato la quinta sul fronte della variante 469. Ottenuta la conformità urbanistica, l’iter burocratico e progettuale può ora continuare senza ostacoli. Non a caso, è stata avviata la procedura di acquisizione delle aree necessarie all’opera viabilistica e la stesura del progetto esecutivo, come ha confermato l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Mauro Parolini.
«Dopo aver ottenuto la conformità urbanistica dal Comune di Capriolo – spiega l’assessore del Broletto – è stato avviato l’iter di acquisizione, tramite esproprio, delle aree necessarie all’opera e la stesura del progetto esecutivo». Se tutto filerà liscio, il cantiere potrebbe essere aperto già entro la fine dell’anno, a fronte della gara d’appalto in tarda primavera.
Tutto fa dunque pensare, dopo le acque agitate delle scorse settimane, ad una relativamente veloce soluzione tecnica della nuova tangenziale, di quei 2,2 chilometri d’asfalto che allungheranno l’attuale variante 469 sino a via Calepio, ossia la Provinciale 96. Confermata poi la copertura finanziaria dell’opera: 7,3 milioni di euro sono infatti a disposizione della tangenziale di Capriolo.
Tutto liscio come l’olio? Apparentemente. Perché sul fronte politico la questione della 469 ha alimentato una spaccatura piuttosto netta, anche e soprattutto in seno alla maggioranza ed alla Giunta del sindaco Fabrizio Rigamonti. Fratture forse ricucibili, con o senza strascichi, anche se per ora si attendono ancora gli esiti di incontri politici, soprattutto in merito alla posizione del vicesindaco Clemente Salogni che, oltre ad essersi autosospeso dalla carica di assessore, ha votato contro il progetto della tangenziale.
Ma al di là di questioni politico-amministrative, la scelta del Consiglio comunale è stata chiara, rispecchiando anche il risultato della consultazione popolare risultata, in termini di partecipazione, un mezzo flop. Il Consiglio capriolese si è infatti espresso a favore del progetto della Provincia con nove «sì», sei «no», un assente ed un astenuto per incompatibilità. Un risultato che, democraticamente, pone un punto fermo in tutta l’annosa e spinosa vicenda che si trascina, di fatto, da anni.
Anche sul fronte del Comitato 469 potrebbero esserci, a breve, novità. Non è infatti escluso un ricorso al Tar, per impugnare la delibera del Consiglio. «Abbiamo richiesto al Comune gli atti che dovremmo avere a disposizione entro pochi giorni – conferma l’ing. Domenico Loda, tecnico del Comitato di cittadini – e poi sentiremo un legale per valutare l’esistenza o meno di presupposti per un ricorso al Tar».
Marco Bonari