Bresciaoggi 24 aprile 2013
 
Le mozioni arrivate in aula al Pirellone erano due, ma l´obiettivo rimaneva lo stesso: far partire le bonifiche tutelando la salute. Con questo spirito il Consiglio regionale ha discusso e approvato il «documento Caffaro» presentato dal leghista Fabio Rolfi. Così il consiglio «sollecita la Giunta a chiedere al Governo lo stanziamento di ulteriori fondi». 
Ala mozione è stato aggiunto un emendamento presentato da Mauro Parolini (capogruppo Pdl) e sostenuto trasversalmente anche da Fabio Pizzul (Pd) per far «mantenere in capo allo Stato la gestione del sito classificato di interesse nazionale ma dando alla Regione la competenza “operativa” (emendamento Pizzul) sugli interventi». Non solo: tra le righe si chiede inoltre di attivare il “Comitato di indirizzo e controllo” previsto dall´accordo di programma del settembre 2009 «valutando la possibilità di garantire la partecipazione dei rappresentati delle Associazioni del territorio». 
Poco prima il Consiglio aveva invece respinto con 44 voti contrari e 27 a favore, la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle (primo firmatario il bresciano Gianpietro Maccabiani) con la quale si chiedeva alla Giunta regionale di predisporre un piano di finanziamento nazionale e internazionale per la bonifica dell´area «puntando prioritariamente», nell´ambito delle competenze regionali, al recupero delle risorse altrimenti destinate ai grandi progetti infrastrutturali in Lombardia. 
Principio non accolto dai Gruppi di maggioranza ma anche dall´assessore all´Ambiente, Claudia Terzi che insieme all´assessore alla Salute e vice Governatore Mario Mantovani, è intervenuta prima del voto finale sui due documenti. Per Terzi «non è pensabile che sia Regione Lombardia a trovare i soldi per interventi di bonifica nei siti di interesse nazionale. Lo deve fare lo Stato». L´assessore oggi sarà a Roma per la sottoscrizione delle convenzioni per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza. 
DAL CANTO SUO MANTOVANI ha invece precisato che lunedì, in un incontro con i direttori generali di Azienda Ospedaliera e Asl di Brescia si sono assunti impegni per verificare le condizioni sanitarie dei 1200 soggetti sottoposti in passato a controlli e monitorare “ex novo” 1500 persone (tra cui i bambini prima esclusi e le gestanti). « I cittadini bresciani devono sapere che l´amministrazione regionale considera la soluzione di questo problema come una priorità – ha spiegato mantovani -. E per questo la sta seguendo direttamente, sollecitando, ancora una volta, il Governo sul reperimento dei fondi necessari». «Proprio nelle scorse ore – ha spiegato Mantovani – ho incontrato i presidenti dell´Azienda ospedaliera bresciana e dell´Asl e abbiamo assunto altri impegni concreti per mettere in campo al più presto nuove iniziative. Abbiamo infatti deciso di estendere l´indagine di carattere sanitario già compiuta su 1.200 soggetti ad altri 1.500. Fra l´altro vorremmo estendere l´indagine ai bambini, che sono i «figli» dell´incidente, e alle gestanti per quanto riguarda il latte materno». Convergenza anche da parte del Pd. «C´è la volontà di affrontare la questione sanitaria – ha sottolineato Gianantonio Girelli del Pd – e l´impegno di trovare le risorse adeguate. L´impressione è che a volte non ci sia la consapevolezza della questione». 
Stesso piglio in casa Pdl. «Il princio è chiaro – ha rimarcato Parolini -: le competenze operative dovranno essere della Regione. Questo per evitare nuovi ritardi».