Repubblica Milano 10 Novembre 2013

Aiutare una mamma disperata che teme di non riuscire a proteggere, a educare o a mantenere il bimbo che nascerà, è un valore di destra o di sinistra? Domanda senza senso. Assistere chi ha bisogno di aiuto è un atto di umanità e basta. Per questo dico che solo una politica accecata dall’ideologia può arrivare a opporsi alla candidatura all’Ambrogino d’oro — la massima onorificenza della città "con il cuore in mano" – di Paola Bonzi, la fondatrice del Centro di aiuto alla vita: una associazione senza fini di lucro che da decenni si occupa di assistere le donne con gravidanze difficili per motivi psicologici o economici.

Qualcuno nella sinistra radicale diffida della Bonzi. La considerano una sorta di fanatica, per le sue convinzioni cattoliche e antiabortiste. Ma il fanatico è quello che impone le proprie idee con la violenza sugli altri, non colui che si propone agli altri offrendo la propria assistenza. E chi ha avuto modo di conoscere Paola Bonzi sa bene come il suo modo di agire sia tutt’altro che pericoloso. Lo dico da ebreo e da laico, quindi da persona che ha culturalmente poco in comune con la responsabile del Centro di aiuto alla vita. Chi non capisce questo, temo non abbia chiaro il concetto stesso di solidarietà: dare aiuto a chi ne ha bisogno.

Che chi presta soccorso e si spende per gli altri debba anche "pensare progressista" per veder riconosciuto il proprio lavoro mi pare ingiusto, oltre che un po’ sovietico. Alla Bonzi si sono rivolte tantissime donne, e lei ha cercato di aiutarle tutte in egual modo, senza distinzioni. Non importa se erano laiche o religiose, bianche o nere, cattoliche o musulmane. E pensate quanto sarebbe assurdo se proprio lei venisse esclusa a causa del suo pensiero, invece che essere giudicata e – sperabilmente – premiata peri suoi comportamenti concreti.

Credo invece che Paola Bonzi proprio perché cattolica, di quel cattolicesimo che fa rima con umanesimo, sia un po’ come gli appartenenti alla tribù di nativi americani chiamati irokesi. Gente con una dote speciale, quella di non soffrire di vertigini. Per questo venivano assunti come operai per costruire i grattacieli di New York, un secolo fa. La diversità può essere ricchezza, e nel caso degli irokesi come in quello della cattolica Bonzi, sarebbe sciocco non riconoscerlo. Da trent’anni questa donna incontra future mamme e cerca di dare loro speranza. Ne ha incontrate 18mila, e 16mila di queste, grazie anche alla sua opera, hanno deciso di tenere il bambino che avevano in grembo. Quello che ha fatto questa donna per Milano è semplicemente meraviglioso. Nella Bibbia è scritto che "chi salva una vita salva il mondo".

Ecco, credo che la nostra città sia debitrice nei suoi confronti. Tutto il resto è ideologia, roba del secolo scorso, e sarebbe bene che nel secolo scorso rimanesse.