Bresciaoggi 2 luglio 2011
 
Un trionfo, una ovazione, prima ancora che una «semplice» elezione per acclamazione. I componenti della delegazione bresciana che ha partecipato ieri al Consiglio Nazionale del Pdl a Roma descrivono così l’investitura del ministro della Giustizia Angelino Alfano a nuovo segretario del partito. Archiviati dubbi e scetticismi (pochi, a dire il vero), tessono lodi pressoché indistinte dell’articolato intervento del Guardasigilli. 
«Nemmeno Gianfranco Fini ai tempi d’oro aveva mai fatto un discorso a braccio tanto eloquente e coinvolgente» commenta la coordinatrice provinciale e vice-coordinatrice regionale Viviana Beccalossi. «Alfano ha saputo cogliere nel segno toccando dei temi che da troppo tempo non venivano affrontati, da quello della riaffermazione dei nostri valori a quello delle regole e delle sanzioni» aggiunge, sottolineando come il clima in sala fosse «di enorme calore e entusiasmo, nonostante quelle che qualcuno ha scritto». 
«MI È SEMBRATO di tornare ai momenti di grande fervore e partecipazione della nascita di Forza Italia» dichiara il vicepresidente della Provincia Giuseppe Romele mentre i consiglieri regionali Mauro Parolini e Margherita Peroni definiscono il discorso del ministro della Giustizia come «un intervento di alto livello, che ha saputo evidenziare tutti i capisaldi di chi milita nel Pdl, dalla famiglia alla tutela della vita, dalla sussidiarietà al sostegno all’impresa, capisaldi che anche noi ci sforziamo di sostenere ogni giorno in Regione». 
Sulla capacità di «portare una iniezione di entusiasmo e novità» e sulla centralità dei valori cattolici e liberali (testimoniati sin dalla prima militanza di Alfano in Forza Italia) punta il sindaco Adriano Paroli che spiega come «proprio l’ancoraggio del ministro a questi ideali costituisca il punto di forza della sua candidatura e della sua elezione». E persino il sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, unico «scettico» del gruppo, dopo le parole pronunciate dal Guardasigilli si dice ricreduto. «Conosco Angelino da oltre dieci anni e pur stimandolo temevo non avesse grandi doti di leadership – spiega Saglia -. Il suo intervento, invece, è stato una grande sorpresa». Una sorpresa che, precisa il capogruppo in Broletto Diego Invernici, «segna una nuova fase di rilancio del partito affinchè si mostri come una realtà sempre più costruita dal basso, con congressi e primarie, e sempre meno fatta di regole imposte dall’alto». 
Tra i passaggi più apprezzati, oltre a quelli relativi alle riforme e al richiamo alle regole, quello legato al lancio di una grande costituente popolare. «E’ un progetto che dà ampio respiro alla sua segreteria» commenta il sottosegretario Saglia che, come il vicepresidente Romele, evidenzia l’importanza di inserire sin d’ora il partito in un’ottica di apertura non solo nazionale (con un chiaro richiamo ai moderati), ma anche europea per dare «una ulteriore motivazione a chi milita non solo nelle fila del Pdl ma in tutto il centro destra» precisa Romele. E sui dubbi adombrati da qualcuno in relazione alla «sicilianità» del nuovo segretario nazionale – anche e soprattutto in relazione ai rapporti tesi con gli alleati della Lega – nessuno – almeno tra i bresciani – pare avere perplessità. «Io stessa ero un po’ scettica ma oggi il Ministro ha chiaramente mostrato di essere un siciliano "atipico", non solo perché ha vissuto per tanti anni a Milano e conosce benissimo la realtà del nord, ma anche perché ha voluto esplicitamente dare al suo intervento un respiro nazionale e parlare di un riscatto che passi tanto dal Meridione quanto dal nord Italia» precisa Viviana Beccalossi mentre Stefano Saglia punta sulla sfida lanciata per il riscatto del Mezzogiorno e Mauro Parolini sulla forza di un partito che è «prima di tutto nazionale».
«NON CONTA NULLA se il segretario sia siciliano o lombardo ma solo il grado di identificazione che il partito ha in lui e i progetti di riforma che verranno messi in atto» aggiunge il sindaco di Brescia Adriano Paroli, che tiene a ribadire come il clima «assolutamente positivo» respirato ieri in sala sia stato una chiara testimonianza della fiducia che il popolo dei pidiellini nutre nel nuovo segretario nazionale.