Bresciaoggi 24 giugno 2010
 
Concretizzare il federalismo in atti realmente utili per la popolazione, fuori dalle pure enunciazioni e nel momento in cui la manovra economica allo studio del Governo potrebbe penalizzare maggiormente proprio le regioni virtuose come la Lombardia. 
Con questo spirito e spronati dall’ esigenza di fare argine ai tagli che presto ricadranno sulla Regione e sui territori, i consiglieri regionali hanno approvato ieri un ordine del giorno in materia di rinnovo delle concessioni idroelettriche che chiede vi sia un incremento di competenze per i comuni interessati dalla produzione energetica, aumentando nel contempo l’importo dei diritti che vengono lasciati ai comuni stessi. In termini più chiari, si chiede di vincolare maggiori ricchezze alle zone in cui queste vengano prodotte.
Per Brescia la partita è di particolare interesse poiché l’8 per cento dell’energia idroelettrica nazionale viene prodotta nella Valcamonica e la maggiore compartecipazione alle competenze significherebbe la possibilità di avere più ricchezze per investimenti in quelle zone, atto essenziale per arginare il fenomeno dell’abbandono delle aree montane.
«Lasciare sul territorio maggiori risorse rappresenta ad oggi un atto di giustizia. La montagna, soprattutto nelle sue parti più impervie, si degrada velocemente e questi soldi sarebbero utili per mantenere in esercizio queste zone», ha detto il consigliere Mauro Parolini del Pdl che spiega come «la manovra economica in preparazione a Roma è pesante per tutti e introdurre il principio per cui una quota più rilevante resti nelle zone montane rappresenta un’ancora di salvezza per la montagna, altrimenti destinata a pagare il conto più salato».
GIÀ NELLA GIORNATA di martedì si erano palesate le preoccupazioni di maggioranza ed opposizione sul tema dei tagli alle regioni e Margherita Peroni (Pdl) aveva espresso l’esigenza di un grande senso di responsabilità unito ad un tentativo concreto di salvaguardare da tagli inopinati le aree virtuose. «La Regione deve dare il buon esempio, però vorrei ricordare che dal 2003 noi abbiamo i bilanci della sanità in pareggio e chiediamo che questi risultati raggiunti vengano tenuti in conto al momento delle scelte di tagli: chi ha pareggiato il bilancio non deve essere penalizzato».
Al momento della votazione dell’ordine del giorno il Pd si è astenuto e Gianni Girelli spiega così la posizione tenuta in aula dal suo partito: «Abbracciamo il principio di riconoscere un legittimo aumento delle ricchezze sul territorio dove vengono create, ma resta il dubbio che la maggioranza parli sempre per titoli e buone intenzioni, non entrando nel merito del metodo da applicare e delle cifre». E conclude dicendo che «la nostra richiesta alla maggioranza resta quella di intraprendere in Regione un percorso più condiviso, non ci possono chiedere di sostenere battaglie che si giocano in casa loro in tutto e per tutto. Ci vuole maggior coinvolgimento, non la semplice richiesta di accodarsi a provvedimenti prefatti. Se vogliono, noi siamo pronti a collaborare sul federalismo con energie ed idee».F.SN.