Giornale di Brescia 5 febbraio 2010
 
Etica dei valori o epica degli ideali? Tutte e due. La ripresa o sarà etica, cioè fondata su nuove regole, o non sarà. La crisi in atto, onde evitarne il ripetersi, deve essere una occasione per un autentico cambiamento morale dei comportamenti. Con una avvertenza: l’etica della globalità dovrà accompagnarsi ad una epica della solidarietà di respiro altrettanto grande. Più chiaramente: l’etica della politica, ossia la dialogica consensuale dei valori, dovrà affiancarsi ad una epica della società, ovvero la dinamica concorsuale degli ideali, in modo da fecondare la prassi dell’economia, cioè la dialettica conflittuale degli interessi.
Ci è parsa questo il contenuto, non espresso ma implicito e distillato in estrema sintesi, emerso ieri sera nell’incontro organizzato dall’Associazione culturale Aereopago agli Artigianelli sul tema «Etica della ripresa o ripresa dell’etica»? Un ossimoro stimolante, ed un paradosso accattivante, al quale Oscar Giannino, giornalista economico di chiara fama, non ha potuto partecipare perché ricoverato d’urgenza in ospedale. Il dibattito, introdotto da Mauro Parolini, candidato alle elezioni regionali, è stato sostenuto con efficace supplenza da Graziano Tarantini, presidente del Consiglio di Sorveglianza di A2a, e Magda Nassa, presidente della Lega Cooperative. Tarantini ha tracciato un ampio e articolato excursus, intessuto di richiami aneddotici e autobiografici, sulla genesi della recessione. Le cui cause sono da ricondurre alla «patologica finanziarizzazione dell’economia» e i cui effetti sono da ritrovare nella «crisi di fiducia» che ha coinvolto ma non travolto le economie occidentali. Ma al di sopra di qualunque altra considerazione Tarantini ha posto la questione dei giovani e del loro futuro, individuando nella «emergenza educativa» il nodo cruciale dell’attuale momento socioeconomico.
Magda Nassa, su sollecitazione di Parolini, ha affrontato il tema del merito e del suo riconoscimento professionale, ponendo la questione ancora irrisolta del rapporto educativo tra cultura e professionalità. Ossia tra «istruzione generalista» e «preparazione specialistica» concludendo che «ove c’è individualismo c’è fallimento». Una concezione figlia degli ideali sociali specularmente opposta a quella di Tarantini, la cui dichiarata formazione religiosa si è sforzata di conciliare i valori cristiani con gli interessi individuali. Un merito va riconosciuto al presidente della Sorveglianza di A2a. In un momento nel quale a forza di parlare di etica si rischia di farne una estetica, Tarantini non ne ha fatto una retorica ma si è impegnato efficacemente a farne una prassi. Pur facendo un discorso etico, non ha mai pronunciato la parola etica. Col risultato di farne una epica convincente e coinvolgente.
Alessandro Cheula