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Il sussidiario.net
 
Secondo i primi exit polls le elezioni le avrebbero vinte di misura i Conservatori di David Cameron, i quali però non sembrano riuscire a ottenere una maggioranza assoluta dei seggi. Sono risultati molto sorprendenti sotto molti punti di vista, complicate anche dalle consuetudini costituzionali britanniche.

Tentiamo di fare un po’ di ordine: i 650 seggi in palio nella Camera dei Comuni vengono assegnati con sistema uninominale secco, il che vuol dire che sapere le percentuali a livello nazionale non è molto di aiuto; i sondaggisti hanno il compito non semplice di cercar di capire come questi voti si trasformino in seggi nei 650 collegi.

 

La cosa più sorprendente è di certo che la bolla di Nick Clegg, giovane leader dei Liberal-Democratici, sembra si sgonfi: nonostante la (effimera) popolarità portatagli dai dibattiti televisivi sembra che i Lib-Dem addirittura perdano qualche seggio, passando da 62 a 59.

 

Una possibile lettura che si può dare a questo risultato è che gli elettori, come spesso accade, sono più intelligenti della stampa e degli intellettuali che avevano creato questo mito di Nick “Nuovo Che Avanza” Clegg. Gli elettori hanno capito forse che i Lib-Dem, avendo una base elettorale molto distribuita nel paese non sarebbero mai riusciti ad ottenere una maggioranza di seggi, e che sicuramente sarebbero rimasti il terzo partito. Perchè votarli allora?

 

Gordon Brown invece ha perso, e ha perso forte! Sembra che i Labour perdano oltre 90 seggi, quasi tutti guadagnati dai Conservatori. È una sconfitta forte, dovuta alla grave crisi economica, ed alla stanchezza della ricerca di un quarto mandato che a prescindere dalla performance del Primo Ministro è davvero rara.

 

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