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Milano, 30 Ottobre 2013 – “Questa iniziativa della Giunta, afferma il capogruppo Mauro Parolini, rappresenta la conferma della centralità delle politiche di welfare in Regione Lombardia attraverso l’istituzione del Fondo regionale a favore della famiglia e dei suoi componenti fragili e allo stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro sull’ambito sociale e socio-sanitario andiamo così a riaffermare due principi fondanti della nostra Regione: la libertà di scelta e la sussidiarietà”.

“Diamo, infatti, alle famiglie il diritto di scegliere liberamente il percorso di cura e assistenza migliore per i loro cari, accompagnandoli in questo percorso, e riconosciamo e sosteniamo il Terzo Settore lombardo nel suo servizio insostituibile per le persone e per l’intera società”.

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE UN’ECCELLENZA – Un sistema d’eccellenza da difendere e valorizzare. Un modello che si basa sul principio di sussidiarietà, coinvolgendo tutti i protagonisti interessati, nel pubblico e nel privato. La Lombardia è una delle regioni che ha la maggiore ricchezza per la presenza sul proprio territorio di associazioni, di volontari, di onlus, di oratori, basti pensare che metà degli oratori italiani sono in Lombardia e questa è una rete che ha un impatto sociale rilevante. Il modello di welfare lombardo, che si intende valorizzare, a cominciare dai 50 milioni previsti dal decreto.

UN FONDO DA 330 MILIONI PER SOSTENERE IL SOCIALE – La creazione di questo fondo regionale per la famiglia è una novità di questa legislatura, la cui creazione era inserita nel programma elettorale di maggioranza e anche in questo caso si può dire di essere passati in pochi mesi dalle parole ai fatti, riuscendo a trovare le risorse necessario. Si vuole investire sul sistema welfare Lombardia e con questo primo decreto attuativo si mettono a disposizione ingenti risorse per il sistema della famiglia e per i suoi componenti più fragili. Questi 50 milioni di euro, che si sono reperiti nell’assestamento di bilancio, sono un’anticipazione delle risorse che si pensa di destinare a questo fondo a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili, che si prevede complessivamente di 330 milioni di euro.

TIPOLOGIE DI INTERVENTO – Per quanto concerne la residenzialità di minori con gravi disabilità, il voucher mensile previsto dal Fondo consente di disporre di 115 euro al giorno. Per la residenzialità leggera il voucher è di 12 euro al giorno. Per le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e Rsd (Residenze sanitarie per disabili) aperte il voucher mensile è di 500 euro. Il piano prevede anche la presa in carico e la cura delle persone affette da gioco d’azzardo patologico (ludopatie) con voucher di 200 euro mensili e una campagna di sensibilizzazione e informazione per la prevenzione. Per l’assistenza socio-sanitaria dei minori inseriti nelle comunità residenziali con provvedimento dell’Autorità giudiziaria il contributo giornaliero è di 35 euro assegnati al Comune affidatario.

I NUMERI DEL SISTEMA – Gli anziani dai 65 anni in su costituiscono il 20,1 per cento della popolazione italiana, circa 2 milioni di persone. In Lombardia sono 310.000 equivalenti al 3,1 per cento dei residenti. Di questi, 26.000 sono minori. Le persone affette da grave o gravissima disabilità sono 37.825. Le Rsa in Lombardia sono 645 e offrono più di 57.000 posti.

 

DISTRIBUZIONE FONDO ASL (PROVINCIA PER PROVINCIA) IN EURO

BERGAMO: 5.117.387, di cui 2.817.266 per Rsa e Rsd aperte e 1.693.979 per le comunità di minori;

BRESCIA: 5.601.128, di cui 3.195.243 per Rsa e Rsd aperte e 1.764.365 per le comunità di minori;

COMO: 2.991.179, di cui 1 .781.569 per Rsa e Rsd aperte e 842.904 per le comunità di minori;

CREMONA: 2.028.5753, di cui 1.282.399 per RSA e RSD aperte e 487.179 per le comunità di minori;

LECCO: 1.750.322, di cui 1.014.083 per Rsa e Rsd aperte e 492.424 per le comunità di minori;

LODI: 1.192.780, di cui 669.959 per Rsa e Rsd aperte e 333.230 per le comunità di minori;

MANTOVA: 2.366.218, di cui 1.514.102 per Rss e Rsd aperte e 564.747 per le comunità di minori;

MILANO: 8 .072.930, di cui 5.207.276 per Rsa e Rsd aperte e 2.008.764 per le comunità di minori;

MILANO 1: 4.437.029, di cui 2.569.219 per Rsa e Rsd aperte e 1.342.064 per le comunità di minori;

MILANO 2: 2.553.575, di cui 1.263.969 per Rsa e Rsd aperte e 928.978 per le comunità di minori;

MONZA E BRIANZA: 4.755.180, di cui 3.025.976 per Rsa e Rsd aperte e 1.221.276 per le comunità di minori;

PAVIA: 3.105.952, di cui 2.063.469 per Rsa e Rsd aperte e 690.231 per le comunità di minori;

SONDRIO: 1.001.938, di cui 575.650 per Rsa e Rsd aperte e 259.201 per le comunità di minori;

VARESE: 4.465.528, di cui 2.725.928 per Rsa e Rsd aperte e 1.229.765 per le comunità di minori;

VALLECAMONICA-SEBINO: 560.279, di cui 293.892 per Rsa e Rsd aperte e 140.893 per le comunità di minori.