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“Loro vendono se stessi, sono assetati di sangue umano… Come il diavolo si travestono da angeli della luce e imitano i gesti, gli abiti, il linguaggio, i costumi, gli atti delle varie nazioni e dei popoli”. Così scriveva il prete tedesco Brocardo nel XIV secolo in una relazione destinata al re Filippo VI che progettava una nuova crociata. Parlava degli Assassini, una misteriosa setta nata dagli Ismailiti, a loro volta variante degli Sciiti. La storia di questa specie di milizia tribale islamica votata alla morte (dei propri membri come dei nemici) è stata ricostruita dal grande storico Bernard Lewis in un libro che apparve oltre venti anni fa, ben prima della crisi di questi anni Duemila, tra lo stupore di molti. 

Studiare questa storia, diceva Lewis, “potrebbe essere utile per mostrare come alcuni gruppi diano una interpretazione radicale ed estremista della tradizionale associazione islamica tra religione e politica, tentando di utilizzarla per il raggiungimento dei propri scopi”. Una delle prime descrizioni degli Assassini (l’origine del nome non è chiara ma grazie alle loro gesta è entrato nel linguaggio come sinonimo di omicida) è in questa cronaca medievale: “A questi giovani, dalla prima infanzia sino alla maturità, i maestri insegnano che devono obbedire a tutti i desideri e a tutti gli ordini del Signore della loro terra e che se lo faranno, lui, che comanda sopra tutti gli dèi esistenti, donerà loro le gioie del paradiso”. E ancora, in un altro resoconto dell’epoca: “I più benedetti sono coloro che versano il sangue di altri uomini per poi venire uccisi da chi vendica le loro vittime”. 

La storia degli Assassini , che non erano un semplice gruppo scelto di killer ma un piccolo popolo (in alcuni racconti si parla di villaggi e terre e castelli e di circa sessantamila persone), mostra che da almeno un millennio in alcune aree dell’Islam viene coltivata la dottrina dell’uccisione del nemico per ragioni religiose. Certo si tratta di una “eresia”, per quanto nell’Islam privo di un’unica autorità sia piuttosto arduo definire l’eresia, e va anche detto che non esiste religione che non abbia allevato violenze omicidi e guerre.