Bresciaoggi 3 luglio 2010



MILANO
Il taglio da 700 miliardi alla spesa pubblica pesa sulla realizzabilità degli investimenti cantierati dalla Regione Lombardia e porta a un’estrema cautela. Il presidente Roberto Formigoni, da sempre in prima linea contro la manovra, ieri ha ammonito: «Siamo pronti a farci carico di spiegare la necessità di alcuni tagli ai cittadini, ma non vogliamo dover essere costretti a tagliare la testa ai cittadini». Ma se la manovra resterà invariata, ha ammonito il presidente della Lombardia dopo l’incontro di alcuni rappresentanti della Conferenza delle Regioni con il presidente del Senato Renato Schifani, «potremmo essere costretti a tagliare alcuni servizi essenziali come il trasporto pubblico o l’assistenza alle famiglie».
Dura la replica delle opposizioni: «Formigoni va contro Tremonti per la manovra, contro la Moratti sull’Expo e contro Bossi sugli assetti regionali. Inizierà dalla Lombardia la disfatta della maggioranza? – si chiede il deputato Pd Enrico Farinone -. È paradossale che i nemici di Formigoni sono quanti solo fino a qualche settimana fa erano i suoi migliori alleati. Evidentemente il Pdl non riesce più a capire gli umori del territorio e tradisce il popolo del Nord. Forse è l’inizio della fine?».
«STIAMO un po’ facendo i conti senza l’oste», hanno commentato invece i consiglieri regionali lombardi alle prese in questi giorni con la discussione delle previsioni di bilancio nelle diverse commissioni. E se la consigliera bresciana Margherita Peroni ha ammonito che «al bilancio della Sanità non si può tagliare più nulla», i settori più a rischio diventano le infrastrutture e i trasporti. Tanto che il bresciano Mauro Parolini (Pdl), relatore del progetto di assestamento di bilancio nelle commissioni Agricoltura e Territorio, avverte: «Itagli, pur necessari, devono produrre un’ulteriore razionalizzazione della spesa, non creare le condizione per una diminuzione dei servizi».
«A preoccupare è il contenuto della manovra, che prevede blocchi della spesa per il trasporto locale e per le strade ex Anas, con l’azzeramento dei trasferimenti statali nei prossimi due anni – spiega Parolini -. Siamo impegnati affinché questi tagli vengano rimodulati e non producano contraccolpi troppo forti sugli investimenti. Perchè è accettabile un rallentamento degli stessi, ma è impensabile bloccare opere già in fase di realizzo. In provincia di Brescia penso, per esempio, alla variante di Calcinato e alla strada provinciale 19 per Rodengo».
NONOSTANTE i tagli, per i prossimi anni – assicura Parolini – «sono stati previsti stanziamenti oltre 41 milioni di euro, capaci di mettere in movimento iniziative significative». Per la provincia di Brescia, si legge nell’Assestamento di bilancio, sono stati stanziati 15,4 milioni per la messa in sicurezza del lago di Idro (in tre tranche da 4,2 milioni, 8 e 3,2), che integreranno i fondi già messi a disposizione dal Cipe. «In quest’ottica – ricorda Parolini – ho già incontrato i sindaci della zona affinchè si trovi una soluzione condivisa». Le Comunità e i Comuni montani usufruiranno di un fondo di 6 milioni di euro per finanziare le richieste delle aziende agricole di comuni montani «per lo sviluppo di attività prioritarie, il potenziamento e lo sviluppo dell’agricoltura di montagna»: in pratica per ristrutturare fabbricati, acquistare attrezzature, miglioramenti fondiari e di pascoli. Altri 10 milioni serviranno per un’altra partita: il piano di sviluppo rurale.
Tutte queste proposte di investimento saranno votate in commissione la prossima settimana ed entro fine mese andranno in discussione in Consiglio per la votazione definitiva del Bilancio regionale.