Bresciaoggi 19 maggio 2010
 
«Eccolo, il programma»: così Roberto Formigoni ha aperto il suo primo discorso da presidente rieletto, mostrando al Consiglio regionale il testo di 180 pagine che contiene il suo programma, elettorale fino a ieri, da oggi anche di governo.
«Nell’epoca del bipolarismo e dell’elezione diretta, il programma presentato in campagna elettorale non può che coincidere con il programma di governo», ha detto Formigoni, spiegando poi come i 2 milioni e 750 mila cittadini che lo hanno eletto hanno simbolicamente firmato il programma e adesso «questo testo contiene gli ordini che loro ci hanno dato, ai quali – ha promesso – intendiamo essere fedeli».
E’ un discorso asciutto quello del presidente Formigoni, puntato sulle previste tematiche dell’occupazione e della crisi economica, della famiglia e del ruolo della donna ed infine del wellfare, con un accento forte sulla capacità della regione di accrescere la libertà di azione dei suoi cittadini. 
Non è passato inosservato poi l’accenno fatto da Formigoni all’Expo e al ruolo «sempre più forte» della Regione nella partita per il 2015. Il braccio di ferro con la Moratti sta infatti portando quest’ultima a cedere terreno e nel suo discorso programmatico Formigoni ha sottolineato in modo inequivocabile la sua volontà di essere voce forte nelle decisioni che contano.Collegialità tra le forze di maggioranza, confronto con l’opposizione in consiglio e sussidiarietà verso i cittadini sono state le parole con cui Formigoni ha chiuso il suo discorso chiarendo così l’approccio suo e della sua Giunta ai prossimi cinque anni.
IL DISCORSO del presidente ha suscitato, per i tempi ed i modi in cui è stato espresso, molteplici e divergenti reazioni. Per il Pd si tratta di temi già sentiti, rivisitati senza entusiasmo da un uomo che dopo quindici anni ha perso l’iniziale passione «quasi fosse un ragioniere distratto che elenca il da farsi e il fatto» commenta Gian Antonio Girelli (Pd), che sottolinea anche la genericità delle tematiche trattate «sintomo che gli alleati leghisti sono sul piede di guerra e Formigoni non può permettersi di entrare dei dettagli di quello che desidererebbe fare senza incappare in loro rimostranze».
Molto diverso è invece il parere di Mauro Parolini (Pdl) che rassicura: «Ho la fortuna ed il piacere di conoscere il presidente da molto tempo ed anche fuori da queste mura. Formigoni ha mostrato in aula la tranquilla consapevolezza di chi sa il compito che lo attende. Ha la presenza di un leader che domina le questioni di cui si occupa». 
PIÙ IRONICA l’assessore Monica Rizzi (Lega Nord) che in caso di stanchezza di Formigoni dice: «State certi che se servirà, ma non credo proprio accadrà tale evenienza, noi della Lega daremo da sveglia a questa Giunta». L’assessore si è detta poi molto soddisfatta del discorso ascoltato in aula «soprattutto per quanto riguarda il passaggio sulle donne ed il loro bisogno di conciliare lavoro e famiglia. Credo che abbia toccato un tema davvero importante e monitorerò affinché anche questo punto venga rispettato».
Anche un’altra donna, Margherita Peroni (Pdl), ha accolto con viva soddisfazione e ottimismo il discorso di Formigoni: «La determinazione visibile con cui il presidente si accinge a questo suo quarto mandato mi fa ben sperare, soprattutto per il forte richiamo al ripensamento ed alla riprogrammazione del wellfare».
Anche Gianmarco Quadrini (Udc) ha accolto con favore il discorso di Formigoni, soprattutto per il passaggio riguardante la costituzione di un tavolo per il lavoro che, ha ricordato in aula, «era un’idea lanciata dal nostro candidato presidente, Savino Pezzotta».