Bresciaoggi 5 maggio 2013
 
Nuovi laboratori, tre serre, un´ortaglia lavorata a mano: questa la nuova realtà del Cfp Canossa di via Sant´Antonio. Dopo tre anni di lavori, ieri è stato il tempo dell´inaugurazione ufficiale delle nuove strutture a disposizione dei ragazzi che frequentano il corso di «Operatore Agricolo – Coltivazioni Arboree, Erbacee e Ortofloricole»: il percorso di studi è attivo già da tre anni – offre formazione teorica, lavoro pratico nel campo e nella serra e tirocini nelle aziende del settore, e a maggio usciranno i primi diplomati -, ma le opere relative alla costruzione della serra sono ultimate da pochissimo. Le nuove strutture permetteranno agli allievi (25 per anno di corso, e altri 25 sono già iscritti per il prossimo anno scolastico) di affinare le tecniche imparate nel corso del triennio, per essere pronti ad affrontare il mondo del lavoro. Il progetto è stato completamente finanziato dall´istituto bresciano, che ha investito parecchie decine di migliaia di euro per realizzare la serra – divisa in tre parti: una serra calda, una a temperatura ambiente e un ombraio, della superficie complessiva di circa 1.200 metri quadrati – più l´appezzamento di terreno di circa 8 mila metri quadrati. Il corso, spiega Franco Pasinetti, direttore del Cfp, «offre una preparazione a 360 gradi: si va dalla coltivazione dei fiori e delle piante ornamentali fino alla conoscenza di piante come l´ulivo e la vigna, di tutto il settore orticolo e della realizzazione di giardini esterni. È un corso che alla città mancava, perché crea operatori impiegabili subito all´interno delle aziende». 
Il corso triennale è stato ideato in collaborazione con l´Associazione florovivaisti bresciani, presieduta da Nada Forbici: «Il percorso è iniziato fin dalla fase progettuale, con la scelta delle caratteristiche delle strutture e tenendo conto delle necessità imprenditoriali dei vivaisti bresciani, con metodologie di lavoro calibrate sulle esigenze del mercato». 
MA LA CRISI morde e Forbici ha invitato la politica ad agire affinché «le aziende siano aiutate ad assumere, altrimenti questo percorso scolastico avrà ben pochi risultati». Prima dell´inaugurazione vera e propria della serra, seguita da un buffet preparato dai ragazzi del Cfp Canossa che frequentano l´indirizzo alberghiero, si sono susseguiti numerosi interventi di carattere istituzionale, tutti tesi a sottolineare l´importanza di aver dato vita ad un corso potenzialmente innovativo. Davanti agli alunni del corso, accompagnati dai loro genitori e dai loro docenti, la presidente della Fondazione Enac Lombardia, madre Anna Galimberti, ha sottolineato che il percorso formativo è stato pensato «per rispondere in modo adeguato alle esigenze del mercato e preparare i giovani con competenza professionale e responsabilità, promuovendo le pari opportunità e l´attività dei soggetti socialmente più esposti alla marginalità». Il sindaco di Brescia, Adriano Paroli, e l´assessore all´Urbanistica, Paola Vilardi, hanno ricordato che il Comune ha concesso una deroga sui terreni su cui sorge la serra, che prima erano sottoposti a vincolo paesaggistico: «È proposta formativa importante per la città e i nostri ragazzi – ha sostenuto Paroli -. Il Cfp è un´esperienza vera, che insegna un mestiere attraverso l´attenzione alla persona». L´appoggio delle istituzioni è arrivato anche dalle parole del consigliere regionale Mauro Parolini: «Chi dimostra capacità di innovazione deve essere aiutato e il Cfp è una realtà sempre al passo con i tempi. La Regione non vi abbandonerà»