Giornale di Brescia 31 Gennaio 2010
 
URAGO D’OGLIO
Il pensionato sfida il freddo e la calabrosa del rigido mattino. Sulla stradina osserva i progressi fatti dall’ultima visita. Nei primi mesi si trattava di cambiamenti lenti, quasi impercettibili, ma da qualche tempo ogni giorno c’è qualcosa di nuovo. Un montozzo di terra, uno scavo, una buca, un’armatura, una gettata di cemento. Novità tanto più evidenti per chi, sul percorso di campagna fra Rudiano ed Urago, passa soltanto nei fine settimana per una sgambata oppure una gita in bici. La ciclabile Paratico-Pisogne passa in mezzo al cantiere della Brebemi fra i campi di Urago, a due passi dal fiume, dove gli operai del consorzio BBM stanno lavorando dall’estate scorsa per costruire il nuovo ponte della Direttissima autostradale. La pista sembra quasi una zona franca nel cuore dell’area occupata da gru, camion, pompe idrauliche, baracche, ponteggi, distese di tondino, vicino alle cascine Giardino, Marino, Foracina. 
Il via vai di autocarri
Gli autocarri che alimentano il cantiere arrivano soprattutto dall’altra sponda: lasciano la strada provinciale che collega Calcio e Pumenengo, entrano nei terreni, passano sopra il ponte Bailey provvisorio posato per garantire il passaggio dei mezzi sul fiume e si infilano nel cantiere bresciano, più esteso rispetto a quello bergamasco. Si lavora su entrambe le rive, ma mentre dalla nostra parte è campagna piatta, di là l’argine è molto alto. A Urago non ci sono ostacoli; a Calcio bisognerà invece sbancare la sponda e deviare la provinciale, che supererà la Brebemi con un sottopasso. Per la verità, nel Bresciano un ostacolo c’è: la cascina che si trova sul tracciato, laddove il viadotto sull’Oglio inizia. Verrà abbattuta (come altre verso Chiari e Castrezzato).
Mattino di fine gennaio nel cantiere di Brebemi a Urago, l’unico per ora in territorio nostro. Si comincia da qui perché il ponte è l’opera più complessa, perché lo sviluppo dei lavori dell’autostrada va da ovest ad est, perché bisogna ancora chiudere con gli espropri. «Fra giugno e luglio si dovrebbe partire con il tracciato» dice Mauro Parolini, assessore provinciale ai Lavori pubblici e vicepresidente della Brebemi. Con lui, ci accompagna nel sopralluogo al cantiere l’ing. Mario Monzali, dipendente del consorzio BBM, responsabile dei lavori sui 20 km da Caravaggio ad Urago. «Per ora – spiega il tecnico – qui sta lavorando una trentina di persone, ma quando ci sarà da sistemare l’impalcato diventeranno il doppio».
Plinti, pali e fondazioni
Fino ai primi mesi del 2011 il cantiere sarà impegnato a costruire i piloni su cui posare il viadotto. Quando tutto sarà pronto i camion porteranno dal cantiere di Fara Olivana i prefabbricati dell’impalcato: «Serviranno otto-dieci mesi per posarlo», dice Monzali. Il ponte sarà finito verso la fine dell’anno venturo, dopo quello più a ovest di Fara Olivana. «Per ora sono stati completati due plinti di fondazione su venti, inoltre risultano realizzati 190 pali, il 60% del totale». Un plinto è coperto da enormi blocchi di cemento, installati per verificarne la tenuta di carico. Spieghiamo: si scava, si mettono i pali che reggono il plinto, su cui si appoggerà il pilone che sosterrà il viadotto. Quest’ultimo sarà lungo 690 metri (1.260 quello sull’Adda a Cassano, 930 quello sul Serio a Fara Olivana), ed avrà 11 campate, con luce variabile fra i 45 e i 90 metri. Non ci saranno scavi ed opere nell’alveo. A proposito di fiume, uno dei problemi incontrati durante i lavori è la superficialità della falda, a -2 metri. Perciò l’acqua viene continuamente aspirata e dirottata in alcune vasche per essere riassorbita più oltre nel sottosuolo. Altro problema che verrà risolto: lo spostamento dell’elettrodotto che sovrasta il tracciato.
Nella campagna di Urago la presenza di Brebemi è palpabile. Vicino all’Oglio, nei campi dove già si vedono i paletti che delimitano le future carreggiate della Direttissima, ma anche a fianco della strada provinciale per Rudiano. Da alcune settimane, poco prima della zona industriale del paese confinante, le ruspe stanno preparando il cantiere logistico che accoglierà dormitori, mense, strutture di servizio per i lavori sul tracciato verso Chiari-Castrezzato. Brebemi, pian piano, sta formando un nuovo paesaggio dell’Ovest.
Enrico Mirani