Presentazione del libro di Luigi Giussani Il senso religioso (Rizzoli),
26 gennaio 2011. Palasharp di Milano e in collegamento video con 180 città italiane.
 
1. IL SENSO RELIGIOSO, VERIFICA DELLA FEDE
«Quando miro in cielo arder le stelle; / Dico
fra me pensando: / A che tante facelle? / Che fa
l’aria infinita, e quel profondo / Infinito seren?
che vuol dir questa / Solitudine immensa? ed io
che sono?» (G. Leopardi, Canto notturno di un
pastore errante dell’Asia, vv. 84-89). Questa poesia
di Giacomo Leopardi esprime in modo mirabile
l’esperienza in cui si svela il senso religioso
dell’uomo. L’impatto dell’io con la realtà scatena
la domanda umana. Vi è cioè in noi una
struttura nativa che, nell’impatto col reale, viene
inesorabilmente messa in moto, così da mobilitare
tutto il dinamismo della nostra persona.
Nella misura in cui vive, nessun uomo può
evitare certe domande, a prescindere dalla propria
appartenenza etnica o culturale: «“Qual è
il significato ultimo dell’esistenza?”, “Perché
c’è il dolore, la morte, perché in fondo vale la
pena vivere?”. O, da un altro punto di vista: “Di
che cosa e per che cosa è fatta la realtà?”». Il
senso religioso – ci ha insegnato sempre don
Giussani – si identifica con la natura del nostro
io in quanto si esprime in queste domande,
«coincide con quel radicale impegno del nostro io
con la vita, che si documenta in queste domande»
(L. Giussani, Il senso religioso, Rizzoli, Milano
2010, p. 59)*.
 
 
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