Giornale di Brescia 17 novembre 2010
 
Lettera al direttore
 
Ci permettiamo di scriverle in quanto da parecchi giorni stiamo ricevendo decine di sollecitazioni e di richieste di aiuto da parte di cittadini bresciani, studenti, pensionati, famiglie, commercianti e politici locali, esasperati e tremendamente preoccupati dai fatti che hanno turbato la città lombarda per più di due settimane. Ci riferiamo chiaramente alla protesta dei quattro immigrati clandestini rimasti sospesi sopra una gru fino a lunedì scorso. Intendiamoci, sebbene non condivisibile nelle modalità e nei fini, quello che preoccupa non è l’azione dei quattro immigrati, ma il caos creato ad arte dai soliti professionisti del disordine pubblico. 
Va fatta chiarezza sulle reali responsabilità per le violenze delle quali le forze dell’ordine sono state ingiustamente accusate nei giorni scorsi. La strumentalizzazione politica accompagnata da un puntuale sovvertimento della realtà, da parte della sinistra più estrema, sta raggiungendo livelli preoccupanti. A questo proposito, è doveroso prestare adeguata attenzione attraverso un monitoraggio continuo delle minacce che, soprattutto il Vicequestore di Brescia Emanuele Ricifari, sta ricevendo continuamente tramite internet, sui principali blog e social network. «Emanuele Ricifari provocatore del disordine pubblico» o «chiediamo le dimissioni di Emanuele Ricifari», questi i gruppi di Facebook che inneggiano all’odio nei confronti di Ricifari, reo di aver tentato una mediazione con lo scopo di risolvere il problema dei quattro. 
Nessuna delle forze politiche, ad eccezione del partito dei no global e dei centri sociali, ha avuto qualcosa da eccepire rispetto all’atteggiamento della polizia, che ha rispettato tutte le regole del caso ed è intervenuta in maniera tempestiva per disperdere i manifestanti violenti. Una manifestazione che, a detta di tutti, tranne che dei protagonisti, ha assunto un carattere tutt’altro che pacifico per colpa di alcuni gruppi che fanno riferimento all’estrema sinistra bresciana. 
Il solito drammatico alone di infamie creato ad arte nei confronti della polizia. La più grande e pericolosa forma di violenza è la menzogna. E chi ne sta facendo le spese sono proprio le persone più deboli, gli immigrati, i nullatenenti. Tutte quelle persone utilizzate come marionette da quegli stessi gruppi organizzati che hanno programmato gli incidenti dei giorni scorsi. Fortunatamente la gente è largamente dalla parte delle istituzioni e chiede a gran voce che venga ristabilito l’ordine pubblico, avendo perfettamente compreso la strategia in atto. 
Ora che la protesta si è fortunatamente conclusa senza gravi conseguenze, è auspicabile che anche gli immigrati si chiariscano le idee e comprendano la falsità ideologica di chi ritengono amici e benefattori: capiscano in fretta che gli conviene stare dalla parte dello stato di diritto, dalla parte di Emanuele Ricifari, l’unico vero «eroe» di questa vicenda.
Mario Mauro
Presidente dei Deputati
del Popolo della Libertà
al Parlamento europeo
Mauro Parolini
Consigliere Regione Lombardia