Milano, 31 luglio –  "Questa prima riunione vuole essere già operativa per arrivare entro la prima metà del mese di settembre a presentare, al Governo, una proposta organica, puntuale, di riforma del sistema delle Camere di Commercio, che possa essere consuntiva della situazione della più importante regione italiana". Così ha detto l'assessore regionale al Commercio, Turismo e Terziario Mauro Parolini, aprendo la seduta di insediamento del Tavolo lombardo sulla riforma del Sistema camerale, voluto dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni.

IL TAVOLO DI LAVORO – Al tavolo, coordinato dall'assessore Parolini, erano presenti gli assessori regionali Mario Melazzini (Attività Produttive, Ricerca e Innovazione), Gianni Fava (Agricoltura) e Valentina Aprea (Istruzione Formazione e Lavoro), i rappresentanti dell'Ufficio di Presidenza della IV Commissione Consiliare regionale con il consigliere Carlo Malvezzi, i presidenti regionali delle associazioni di categoria del Patto per lo Sviluppo rappresentate nel Sistema camerale, i vertici regionali di UnionCamere e i presidenti di alcuni delle Camere lombarde.

DECRETO GOVERNO INSOSTENIBILE – Il Tavolo ha l'obiettivo di aprire un confronto con le realtà economiche e camerali regionali, al fine di rispondere alle critiche e alle perplessità sollevate da parte dei rappresentanti del mondo economico nei confronti del Disegno di legge delega, approvato lo scorso 10 luglio, che prevede l'abolizione del contributo delle imprese nei confronti delle Camere di Commercio. "Un decreto – ha rimarcato Parolini -, che, anche se ammorbidito dall'emendamento approvato, nei giorni scorsi, dalla Commissione Affari costituzionali della Camera, per il quale la riduzione non sarà più del 50 per cento subito, ma del 35 per cento l'anno prossimo, del 40 per cento nel 2016 e del 50 per cento nel 2017, incide pesantemente sul Sistema camerale".

VALUTARE IMPORTANZA SISTEMA – "Mi preme sottolineare – ha aggiunto l'assessore al Commercio – che non si tratta di salvare lo 'status quo', perché, sono d'accordo, molto può essere cambiato e migliorato, ma occorre riflettere e fare una netta distinzione tra ciò che non funziona e va eliminato e ciò che funziona e va mantenuto". "Il nostro Paese – ha aggiunto – è composto da diversità, talvolta negative, più spesso virtuose, con caratteristiche quindi diverse da una regione all'altra. Questo impone la necessità di dare alle Regioni un ruolo importante nell'attività di riorganizzazione, oltre al fatto che va valutata la riduzione del numero delle Camere di Commercio, non su base regionale, ma facendo riferimento a parametri, numerici e territoriali, che impediscano che le Camere di commercio vengano sradicate dal loro ruolo e dal loro  territorio".

PROGRAMMI PER LO SVILUPPO – "Il Sistema camerale – prosegue  Parolini – è attore privilegiato nel rapporto con le imprese e fra le imprese. Un ruolo che è stato ratificato anche dal punto di vista programmatico attraverso la partecipazione del Sistema camerale agli Stati generali del Patto per lo sviluppo e in tutte le sedi di confronto regionale, anche attraverso l'Accordo di programma per la Competitività che, solo a titolo di esempio, nel solo anno 2014, mette a disposizione del sistema economico lombardo circa 70 milioni di euro".

 

MELAZZINI: SISTEMA CAMERALE STRATEGICO – "Dall'incontro di oggi – ha detto l'assessore Melazzini – è emersa ancora una volta l'intraprendenza e la forza del Sistema camerale lombardo, pronto a confrontarsi con proposte concrete sulla riforma che li vede coinvolti". "Il Sistema camerale può e deve essere riformato in profondità – sostiene Melazzini – e a tale percorso Regione Lombardia intende partecipare attivamente e con progettualità migliorative. L'obiettivo che ci poniamo è strutturare una proposta sintetica e condivisa che lo valorizzi e ne rispecchi il ruolo fondamentale e strategico per il territorio lombardo. Esso rappresenta uno strumento indispensabile e un prezioso corpo intermedio che deve rimanere funzionante, di fondamentale raccordo tra le imprese e gli Enti pubblici, in grado di contribuire in modo attivo allo sviluppo del sistema produttivo regionale".