Bresciaoggi 28 aprile 2011
 
Sembrava questione di giorni, nel 1992, anno della prima approvazione del progetto, l’apertura del cantiere. Sono trascorsi invece 19 anni, scanditi da un travagliato e complesso iter, per il via alle ruspe che dovranno completare il tratto di tangenziale tra Rovizza di Sirmione e Peschiera del Garda. 
Diciotto anni, segnati da progetti presentati e poi rivisti, ricorsi giurisdizionali, lungaggini per le operazioni di espropri dei terreni, interrogazioni parlamentari e prese di posizione di personaggi politici come l’allora vicepresidente della Provincia di Brescia, Mauro Parolini, per arrivare finalmente ad aprire 3 km e 100 metri che uniranno la Rovizza di Sirmione, dove attualmente termina la tangenziale proveniente da Brescia, con Porto Vecchio di Peschiera e lo svincolo del casello dell’A4. 
UN’OPERA CHE COSTERÀ un bel pacco di milioni, 25 e mezzo, ovvero 820 mila euro al metro, secondo l’importo previsto dalla Regione Veneto attraverso la soc. Veneto Strade. L’appalto se l’è aggiudicato l’impresa Brunelli di Verona che avrà 2 anni di tempo per ultimare l’opera. Verranno realizzati ex novo, a fianco della linea ferroviaria Milano-Venezia, la parte tra gli svincoli di Rovizza di Sirmione e Bell’Italia di Peschiera. 
DA LÌ LA NUOVA STRADA si innesterà sovrapponendosi alla tangenziale di cui è anche previsto l’ammodernamento. Poi, il nastro d’asfalto si congiungerà con il casello dell’A4 di Peschiera e, infine, da lì al tratto che bypassa Cavalcaselle per collegarsi con la rotatoria di raccordo alla superstrada per Affi e l’autostrada Modena-Brennero. 
La vicenda di questo tratto di strada veloce ha riempito le cronache dei giornali per molti anni, soprattutto ha messo in mostra la pessima abitudine di una classe politica che continuava ad annunciare sistematicamente «la presentazione del progetto definitivo e l’inizio dei lavori» che, invece, poi veniva altrettanto sistematicamente smentita dai fatti.
Anche perché nel frattempo la mole del traffico è decisamente aumentata rispetto a vent’anni fa, e finora a pagarne le conseguenze sono state una parte del territorio di Sirmione (Lugana e Rovizza), e poi S. Benedetto di Peschiera, con gravi ripercussioni sui residenti e sulla loro qualità della vita, tanto da indurre il sindaco di Peschiera a vietare la circolazione ai mezzi pesanti nella frazione. Ora sembra proprio arrivata la volta buona: ci sono i soldi e l’appalto è stato aggiudicato, con buona pace degli abitanti della zona.