Bresciaoggi 2 agosto 2012

 
«Il Governo deve rivedere i criteri di riordino delle Province secondo parametri di virtuosità, autonomia, federalismo e geografia territoriale, differenziando su base regionale anche in funzione dell´organizzazione amministrativa delle Regioni stesse e deve mantenere l´istituzione provinciale come organo di primo livello con elezione diretta del Presidente da parte dei cittadini». 
È quanto chiede una mozione presentata da esponenti della Lega Nord e del Pdl approvata a maggioranza in Consiglio regionale (a favore Pdl e Lega Nord, contrari Pd, Udc, Idv, Sel e Pensionati). I firmatari chiedono inoltre alla Giunta regionale di valutare se esistono i presupposti per avanzare un ricorso costituzionale per violazione dell´art.133 della Costituzione. 
«IL DECRETO LEGGE – ha affermato il primo firmatario della mozione Ugo Parolo (Lega Nord), presidente della Commissione Bilancio – non si propone di contenere i costi della pubblica amministrazione, ma di eliminare la rappresentanza territoriale. 
«Il valore e il ruolo delle Province non si è esaurito – gli ha fatto eco Mauro Parolini (Pdl) – e il senso di appartenenza e di identità territoriale è ancora oggi molto forte. Lo Stato nazionale farebbe meglio ad occuparsi di ciò che effettivamente gli compete, lasciando alle istituzioni locali le gestione e l´organizzazione dei territori di competenza». Ma per Alessandro Alfieri (Pd) «questa mozione arriva fuori tempo massimo. Il problema è come costruire il nuovo assetto delle Province lombarde e Regione Lombardia dovrà esprimere il proprio parere sul progetto elaborato dal Consiglio delle autonomie locali dopo aver ascolato il Consiglio regionale».
Sulla stessa lunghezza d´onda anche Gianmarco Quadrini, capogruppo dell´UdC, che ha chiesto a Parolo il ritiro della mozione: «È un tema troppo importante per ridurlo a un´ora di dibattito – ha detto Quadrini – serve un momento specifico e una seduta di Consiglio regionale appositamente dedicata per arrivare a formulare e approvare una risoluzione condivisa, che assumerebbe un valore e un significato sicuramente più forte». Voto contrario alla mozione è stato espresso dalle altre forze di opposizione, Sel e Idv.