Bresciaoggi mercoledi 7 dicembre 2011
 
Non ci sono più alibi: il «D´Annunzio» ora ha tutti gli strumenti di programmazione per provare a decollare lanciando in orbita l´indotto che gli gravita attorno. La mappa di volo è contenuta – nero su bianco – nel Piano d´area di Montichiari approvato ieri a larga maggioranza in Regione con la sola astensione dei consiglieri del Sel. La cloche dello sviluppo dei 49 chilometri quadrati del bacino interessato a vario titolo dall´attività aeroportuale passa ora nelle mani di di Castenedolo, Ghedi, Montichiari e Montirone e, in percentuali ridotte, agli altri sette Comuni attraversati dalle rotte degli aerei. Ma anche e, soprattutto, nelle mani degli investitori pubblici e privati. 
LA GESTAZIONE della pianificazione che punta ad armonizzare lo sviluppo dell´aeroporto con quello del territorio, anche attraverso la valutazione della sostenibilità ambientale delle attività dello scalo e del loro indotto, è stata lunga e tormentata, ma il parto dopo 8 anni è avvenuto per così dire in un momento cruciale alla luce del delicato momento di fragilità attraversato dal «D´Annunzio» in seno alla società Catullo. 
Il piano rappresenta un´iniezione di fiducia anche perchè trasforma in opportunità i vincoli vissuti da investitori e istituzioni come una sorta di «ibernazione» della crescita. «La rotta tracciata dalla Provincia di Brescia nel 2007 – conferma il consigliere regionale del Pdl Mauro Parolini, relatore in aula del Piano d´area – entra nella fase dello sviluppo destinata a valorizzare la posizione strategica dello scalo rispetto alle grandi infrastrutture presenti e future». Il riferimento di Parolini è ovviamene all´alta velocità ferroviaria, alla rete autostradale, alla corda molle e al sistema aeroportuale veneto. 
LO STRUMENTO di programmazione ha un risvolto ambientale non trascurabile in un territorio ribattezzato la «pattumiera» d´Italia: su proposta dei consiglieri del Pd Gian Antonio Girelli e Gianbattista Ferrari e grazie ad un emendamento presentato da Mauro Parolini, nel bacino regolamentato dal piano sarà vietato l´ampliamento o nascita di cave e l´apertura di nuove discariche. 
Una delle chiavi del piano è anche la previsione di un costante monitoraggio della qualità di aria e acqua e dei livelli di inquinamento, compreso quello acustico, da anni al centro di un braccio di ferro con i comitati di cittadini costretti a convivere con i rombanti atterraggi e decolli dei veivoli. Il via libera dell´aula è stato accolto con soddifazione bipartisan fra i politici regionali bresciani. «E´ chiaro – osserva Margherita Peroni del Pdl – che il momento è particolarmente difficile per chi deve investire, ma proprio per questo il provvedimento è strategico perchè determina le condizioni indispensabili per uno sviluppo sostenibile delle infrastrutture». Francesco Patitucci guarda al futuro dello scalo. «E´ sul trasporto passeggeri in chiave turistica che bisogna puntare per rilanciare il D´Annunzio – osserva il consigliere dell´Idv -. In questo modo si può pensare ad un decollo di tutta l´area che non può certo affidarsi al solo trasporto merci, attività che, tra l´altro, viene percepita unicamente come un disturbo dai residenti del comprensorio monteclarense. Non possiamo dimenticare – aggiunge Patitucci – che negli ultimi 5 anni l´aeroporto bresciano ha prodotto un debito di circa 5 milioni di euro all´anno». 
PIÙ FIDUCIOSI sull´incisività del piano i consiglieri del Pd. «Il provvedimento – affermano Gian Antonio Girelli e Giambattista Ferrari – rappresenta un importante strumento di programmazione per il territorio bresciano con prospettive reali per lo sviluppo dell´intera area. È il frutto di un lavoro condiviso tra le varie parti politiche e le amministrazioni comunali interessate e rappresenta un buon punto di partenza per lo sviluppo territoriale che il bresciano aspettava da tempo».
Per Gianmarco Quadrini, capogruppo dell´Udc al Pirellone «il piano è un passo concreto nella direzione dello sviluppo del sedime aeroportuale e di tutto l´indotto collegato». Alla soddisfazione si aggiunge anche una nota polemica per «il ritardo con cui viene approvato questo documento che – secondo Quadrini – impone anche le necessarie e auspicate tutele ambientali a questo territorio». 
Riferendosi poi alle opere connesse all´aeroporto, e in particolare all´Alta Velocità, Quadrini ha auspicato «che tutto possa procedere nei tempi stabiliti, affinché anche le nostre imprese e il territorio siano meno sole nell´affrontare la sfida di Expo per il futuro e, soprattutto, le presenti difficoltà congiunturali». 
L´esponente dell´Udc è anche rammaricato per la bocciatura di un suo emendamento «che puntava a introdurre maggiore chiarezza nella fase di progettazione attuativa, requisito essenziale per non limitare, soprattutto in questo momento di crisi, le prospettive di investimento e sviluppo strategico delle aziende che operano sul territorio».N.S.