MILANO, 25 settembre 2013 – “La ‘Legge Valtellina’  nasce nel 1990 a seguito degli eventi metereologici eccezionali del 1987 che misero a dura prova quelle zone. Cogliendo l’occasione di questi interventi straordinari il Parlamento nazionale pensò ad un’azione più ampia tesa alla salvaguardia del suolo non solo di quelle aree ma in modo più ampio anche di altre zone critiche delle province di Sondrio, Brescia, Bergamo Como”. 

E’ quanto ha spiegato il Capogruppo del Popolo della Libertà Mauro Parolini durante la Commissione Bilancio di oggi, relazionando sullo stato d’attuazione della cosiddetta ‘Legge Valtellina’.

La somma stanziata complessivamente all’epoca per questo piano strategico d’interventi fu pari a un miliardo e 320 milioni di euro da utilizzare per un piano di ricostruzione e sviluppo, così come per il piano di difesa del suolo.

“Mi pare – ha aggiunto Parolini – che il quadro appena descritto della situazione sia positivo e, soprattutto, evidenzi un buon livello nel completamento delle opere sia di natura infrastrutturale, sia sotto il profilo della prevenzione di nuovi eventi calamitosi.

Ancora – ha aggiungo il Capogruppo del Popolo della Libertà – non va dimenticata l’articolazione di quel piano strategico che ha richiesto il coinvolgimento di diversi attori istituzionali a tutti i livelli”.

“Da ultimo, vorrei evidenziare anche i risvolti favorevoli per lo sviluppo economico di quelle zone in termini di nuovi collegamenti e sicurezza viaria. Vi era, infatti, una richiesta forte in tal senso dalle popolazioni attive di quelle aree interessate e, mi pare, che i risultati concretizzatisi sinora siano soddisfacenti – ha concluso – Questi investimenti, infatti, perdurano ancora oggi, ben oltre il periodo prestabilito, permettendo alle comunità di quelle zone, benché di difficile gestione, di mantenere un’economia attiva e un loro sviluppo, pur favorendone il controllo”.