Milano, 8 set. – “Per le particolari caratteristiche del territorio e del tessuto produttivo pavese abbiamo avanzato una richiesta di deroga, ma non è stata recepita dal Governo ed ora stiamo valutando la possibilità di fare ricorso per rivendicare l’autonomia di Pavia”. Così l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini, rispondendo stamane, durante la seduta del Consiglio regionale, ad un’interrogazione sull’accorpamento delle Camere di Commercio di Pavia, Mantova e Cremona previsto dal processo di riforma introdotto dalla Legge Madia.

“Regione Lombardia in questi mesi ha sostenuto e accompagnato in tutte le sedi il percorso di accorpamenti e razionalizzazione intrapreso dal sistema camerale lombardo. Unica regione in Italia, – ha spiegato Parolini – abbiamo condotto in modo sussidiario un’iniziativa politica per salvaguardare il ruolo delle Camere e il rinnovamento delle loro funzioni. Un impegno che ci ha permesso di ottenere di vedere riconosciuto il valore delle ruolo delle Camere in un orizzonte più moderno e attuale e di procedere in quasi tutti i vasi ad accorpamenti volontari”.

“Per questo stiamo valutando di ricorrere contro il decreto. In ogni caso l’organizzazione territoriale delle Camere – ha concluso l’assessore – deve tenere conto della specificità di Pavia, una provincia con quasi 60mila imprese e tre territori differenti che convivono in un’area molto estesa e un sistema economico locale eterogeneo, che non può essere privato del diritto di avere servizi adeguati e vicini alle imprese”.