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Si è parlato molto negli ultimi giorni di una sorta di piano Marshall per i paesi del Mediterraneo. Una proposta affascinante, che va però contestualizzata. Quando gli Stati Uniti ci hanno concesso i finanziamenti di quel piano ci hanno imposto precise condizioni: ossia cacciare i comunisti dalle coalizioni di Governo dell’Europa occidentale.

Noi quali condizioni intendiamo porre ai paesi del Mediterraneo oggi? Vogliamo limitarci a veder sostituiti i dittatori con altri dittatori o, invece, far crescere in questi paesi istituzioni democratiche forti con un solido legame con una forte società civile?

Gli sconvolgimenti in atto portano la speranza di una vita migliore per le popolazioni della regione e per i valori universali di cui l’Europa si fa portatrice. Ma il raggiungimento di una piena democrazia non è mai un passaggio semplice. Ci sono innumerevoli rischi associati a queste transizioni. Gli scontri che stanno insanguinando l’Egitto e che hanno causato la morte di numerosi cristiani sono un segnale preoccupante, ma tutt’altro che inaspettato.

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