Il sussidiario.net  venerdì 2 dicembre

Ieri a Bruxelles, per la prima volta da quando è Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi si è confrontato in un dibattito in aula al Parlamento europeo. La relazione sull’attività della Banca centrale europea è stata un’occasione per il neo presidente di chiarire alcuni importanti nodi legati al ruolo della Bce e agli obiettivi per il prossimo periodo. Il primo obiettivo, secondo Draghi, è quello di “ricostruire la credibilità nell’area dell’euro: dobbiamo fissare un ancoraggio che guardi al futuro, dobbiamo ridisegnare le regole fiscali, serve un accordo per corroborare la fiducia di tutti i paesi nell’area dell’euro. I prossimi giorni saranno cruciali per dirci se potremo conseguire dei progressi su questa strada. Questo è importante, perché è la chiave per creare le altre due fondamenta. Creare dei meccanismi finanziari nell’area euro. Abbiamo il Fondo salva-stati, ma dobbiamo creare la fiducia nel suo essere operativo. Il terzo pilastro è la risposta in termini di politiche nazionali. Su questo le acque si stanno muovendo, stiamo raccogliendo risultati significativi. I paesi si stanno rimettendo in marcia, ma quello che conta sono le riforme, che non dovranno solo essere di bilancio, ma strutturali che guardano alla crescita e alla competitività”.

Il Presidente Draghi ha poi chiarito in maniera molto incoraggiante quale deve essere il ruolo della Bce in questo contesto. “La Bce è un prestatore di ultima istanza delle banche solventi. Il problema non è la liquidità, il problema è che la liquidità non circola. La Bce deve riparare il circuito del credito, affinché il credito sia nuovamente linfa vitale, soprattutto per le piccole e medie imprese, perché sono quelle che ne hanno più bisogno. Noi dobbiamo fare in modo che il canale del credito riprenda a funzionare. Abbiamo osservato una forte stretta creditizia nell’ultimo periodo che combinata con il ciclo recessivo ha creato enormi problemi”.

Oggi nessuno chiede alla Banca centrale europea di tracimare rispetto ai propri compiti, le si chiede però un contributo di visione. La Bce può esercitare questo contributo di visione certo andando a fondo di quella che è la propria natura, e quindi svolgendo il proprio ruolo fino in fondo, ma anche aprendosi a un dialogo con il Parlamento europeo, che è istituzionalmente preposto a essere suo interlocutore per garantire la democraticità delle decisioni adottate nell’area euro e più in generale in Europa.

 

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