Giornale di Brescia 24 giugno 2010
 
«Se la Padania esiste? Andatevi a leggere lo studio della Fondazione Agnelli del 1992. Il titolo era Padania: una regione in Europa». Il ministro dell’Interno Maroni risponde così a Fini, che lunedì aveva definito la Padania un’astuta invenzione leghista. Lo ha fatto presentando a Roma il libro di Cristina Giudici dedicato alle donne «Leghiste, pioniere della nuova politica».
Intercettazioni? Decide Fini
Dunque, anche se il ministro evita di dirlo esplicitamente, la Padania esiste, con buona pace del presidente della Camera. Al quale però riconosce un ruolo, politico, non da poco: quella di stabilire quando si farà la legge sulle intercettazioni. «Dovete chiederlo al presidente della Camera, non al ministro dell’Interno», spiega. 
Riferendosi al raduno di Pontida, nel corso del quale, fra l’altro, erano stati rinnovati appelli alla secessione, il ministro ha osservato che «se ci si ferma alle prime file, a quelli che indossano il casco con le corna, a quelli con le barbe verdi, ai Borghezio, vuol dire che della Lega non si è capito niente». Si tratta, ammette Maroni, di espedienti «per motivare i tanti volontari che non vengono pagati come avviene per i dirigenti del partito». Ma, attenzione, avverte il ministro, «se decine di migliaia di persone, dopo una settimana di pioggia, con il fango alle ginocchia, vengono a Pontida per sentire ripetere in fondo sempre le stesse cose» è perché «ci credono fortemente».
Partito post-ideologico
E questa, per il titolare del Viminale, è la vera particolarità della Lega, quella di essere «un partito post-ideologico ma con una forte ideologia». La Lega Nord, ricorda, è nata all’indomani della caduta del comunismo, ma «il nostro modello organizzativo è quello di Lenin. Per noi il partito è un’organizzazione complessa: c’è uno che comanda, poi ci sono altri che danno esecuzione al progetto». «Noi nasciamo come partito pesante. Certo, l’organizzazione non basta se non hai un progetto forte». E il progetto è, chiaramente il federalismo, «e il federalismo – assicura – lo stiamo facendo». 
Non servono quote rosa
Ma la Lega non è espressione, precisa Maroni, di un «movimento autonomista»; del resto è vero – come lunedì aveva detto Fini – «che non abbiamo una lingua», come per esempio i catalani. Si tratta invece di un partito che sostituisce a un’«ideologia orizzontale basata sulla distinzione destra-sinistra, un’ideologia verticale, una distinzione di tipo socio-economico tra Nord e Sud». 
Del resto, dice Maroni «noi vogliamo essere destra e sinistra». Non c’è da stupirsi, dunque, se al Nord tanti operai iscritti alla Cgil votano Lega. E se il folclore di Pontida «è la pancia della Lega», «la testa è costituita dai tanti amministratori che governano» con responsabilità, a partire da «373 sindaci, fra i quali 57 donne», a dimostrazione «che noi non abbiamo bisogno di quote rosa».

Marco Bellizi