Giornale di Brescia, 8 febbraio 2012

«Ho riflettuto a lungo prima di ricandidarmi, alla fine sono prevalse la passione civica e la voglia di fare qualcosa che possa incidere in modo positivo sulla vita di tutti». Mauro Parolini, Pdl, consigliere regionale uscente, è in lizza per il secondo mandato in Regione. Gardesano, 54 anni, sposato, tre figlie, ingegnere, è stato assessore provinciale ai Lavori pubblici per undici anni (per tre anche all’Istruzione) prima di approdare a Milano nel 2010.

Una legislatura finita in anticipo per volontà della Lega Nord con cui vi siete di nuovo alleati. Sono stati tre anni di lavoro intensi, in cui la collaborazione con la Lega ha prodotto buone riforme: il Trasporto pubblico locale, il Piano casa, il Piano agricoltura e tanto altro. Il Consiglio si è dimesso per eventi esterni, non perché non ci fosse più la maggioranza. È vero che la Lega aveva fissato una scadenza alla legislatura, ma l’alleanza non si era sfaldata.

Anche lei è stato coinvolto nell’inchiesta sui rimborsi regionali. Qual è la sua posizione? 

C’è una legge del 1972 che regola i rimborsi ed è sempre stata applicata. Sono convinto che nella grande maggioranza dei casi i consiglieri abbiano agito senza dolo o malafede. È anche il mio caso. Se ci sono consiglieri che hanno sbagliato tocca alla Corte dei Conti intervenire per chiedere la restituzione delle somme.

Quali sono i temi principali della sua campagna elettorale? Io credo che la politica debba aiutare le persone, le famiglie, le associazioni e le imprese a rispondere ai propri bisogni e a crescere, senza mai sostituirsi ad esse. La politica si è allontanata dai cittadini, per colpa anche della legge elettorale. C’è bisogno di ascoltare la gente per capirne le necessità e dare le risposte adeguate. In concreto?

Bisogna continuare con la dote scuola, con gli aiuti alle imprese, i bandi per l’assunzione dei giovani. Misure già introdotte dal presidente Roberto Formigoni, che vanno confermate. Bisogna sburocratizzare ad ogni livello: ci sono troppe norme e malfatte. Io propongo si inserisca sempre il sistema del silenzio assenso: se l’amministrazione non risponde in un tempo definito, si considera autorizzata la pratica.

Quali sono le priorità nel Bresciano?

Andare avanti con le infrastutture, come la Brebemi e la superstrada della Valcamonica. Sull’aeroporto di Montichiari ho una mia idea. Lo dico da anni: la gestione dei Veronesi è stata fallimentare. Non si tratta di rivendicare una soluzione campanilistica, ma di cercare una gestione interessata allo sviluppo del «Gabriele D’Annunzio». Lo scalo ha tutte le qualità infrastrutturali necessarie. Adesso servirebbe una gara. Oppure una nuova prospettiva nel contesto lombardo, armonizzando gli aeroporti della nostra regione. Un’alleanza fra Malpensa, Linate, Orio al Serio e Montichiari.

Come fa la campagna elettorale?

Mi finanzio da solo, niente contributi. Mi aiutano tanti giovani e volonta- ri. Faccio molti incontri con il territorio per poterlo meglio conoscere e rappresentare. Sono convinto che la delega dei cittadini non debba più essere limitata al voto, ma serva un continuo e vero confronto fra l’eletto e l’elettore.