Giornale di Brescia 7 gennaio 2010
 
Elezioni regionali di inizio primavera trascurate? Piuttosto frenate, nel loro proporsi come campagna elettorale avviata, da un quadro politico in movimento. A partire da Pdl e Pd alle prese con l’ennesima ridefinizione dei loro confini. Per un verso innescata dalle posizioni critiche di leader protagonisti della scelta di superare la frammentazione partitica dando vita a due forze alternative a vocazione maggioritaria: Fini, quotidianamente insofferente di linea politica e modalità di gestione del Pdl, partito di cui è cofondatore, e Rutelli, che ha ripreso la sua libertà di movimento denunciando la non riuscita operazione politica Pd di cui fu promotore. L’uno e l’altro, al momento, non declinano un palesato seguito bresciano. Prima o poi affiorerà? Per altro versante alimentata dalla concorrenza di alleati competitivi come Lega e Italia dei valori che apertamente puntano a modificare i rapporti di forza elettorale ed istituzionale con il socio maggioritario: Pdl e Pd. In Broletto, a cavallo di Natale, si è sfiorata un’aperta rottura tra Lega e Pdl.
Tra Pirellone e Parlamento
Un’incertezza che, a settimane alterne, fa parlare di una situazione tenuta ferma per mancanza di alternative, oppure di un accelerato ricorso ad un voto politico anticipato che ridefinisca il bipolarismo attuale. Una variabile, quella di eventuali elezioni politiche ravvicinate, che modifica strategie di gruppi e di persone. Con l’Udc che, nel mosaico delle alleanze regionali, tenta, in Lombardia, di tenersi agganciato a Formigoni, ma sconta le mani libere di Casini, le riserve di Berlusconi, le insofferenze del Carroccio. Con le sinistre sparse che si interrogano sulla possibilità di non essere elettoralmente cancellate. Senza trascurare lo sguardo ai Palazzi di Giustizia: potranno arrivare a sintesi inchieste che coinvolgano livelli istituzionali ed operativi?
Le scelte del Pd bresciano
Il Pd bresciano affronta, domenica 17, il passaggio delle primarie per decidere segretario provinciale, cittadino e di circoli. La nuova dirigenza gestirà scelte e campagna elettorale regionale, che si fonda sul voto di preferenza individuale. Tre candidati per il livello provinciale, due per il cittadino. Si punta ad una gestione unitaria e a confermare il voto delle primarie: anche se non si supera il 50% dei consensi, chi ha ottenuto più voti è segretario senza passare per l’ulteriore filtro assembleare.
Il Pd bresciano è accreditato di due consiglieri regionali. I filoni interni ritenuti in grado di promuovere candidature vincenti sono tre, a loro volta impegnati a dare un volto al loro uomo. Il consigliere uscente Arturo Squassina – che non ha sciolto la riserva – oppure Paolo Pagani, ex vicesindaco di Gardone VT e già vicepresidente della Comunità Montana VT, vengono gettonati come possibili referenti più diretti – anche se le famiglie politiche si sono mescolate nel Pd – di ambienti di provenienza Ds e aree di sinistra; Emilio Del Bono o Riccardo Imberti vengono segnalati per la componente che si collega a Franceschini; Gian Antonio Girelli è in sintonia, a Brescia, con il sen. Guido Galperti e, a Roma, con Bersani e Letta.
Dionigi Guindani, subentrato in Regione a Galperti, non sarà nella lista del Pd e non è dato sapere se rinnoverà l’esperienza di collegamento con l’Udc sperimentata per le elezioni in Broletto. Per altro l’Udc bresciano, che attualmente esprime l’assessore Scotti – che non si ricandida – e il consigliere Quadrini, ha i suoi problemi a tenere la posizione.
Le sfide nel Pdl
Nel Pdl bresciano non risultano rinunce di attuali eletti, quindi Franco Nicoli Cristiani, Margherita Peroni (subentrata alla Gelmini), Vanni Ligasacchi (subentrato alla Beccalossi) domandano di essere giudicati dagli elettori. Chiedono spazio l’assessore provinciale Mauro Parolini e il già presidente della Provincia Alberto Cavalli. Non manca chi lavora a ridurre i candidati che corrono: funzionerà il caminetto di compensazione dei notabili? Magari, se ci si fida, con «l’aiutino» dei futuri posti in Parlamento? Qualche settimana e sapremo. 

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