Giornale di Brescia 29 gennaio 2010

Pirellone, chi va e chi viene. Due assessori – Franco Nicoli Cristiani e Mario Scotti – e nove consiglieri – Alessando Cè, Dionigi Guindani, Vanni Ligasacchi, Enio Moretti, Margherita Peroni, Gianmarco Quadrini, Monica Rizzi, Arturo Squassina, Osvaldo Squassina – sono gli attuali volti bresciani della Regione Lombardia. Entro una decina di giorni i partiti a livello provinciale dovrebbero elaborare le proposte da sottoporre all’esame delle dirigenze lombarde, a loro volta chiamate ad inserirsi nel mosaico nazionale.
In questi giorni sembra di assistere al calciomercato: le voci si inseguono sulla possibile composizione delle squadre, sulle alleanze fattibili, su eventuali trasferimenti. Proviamo a riassumere quanto può aiutare ad avvicinare il confronto politico in corso, partendo da alcune scelte: l’assessore Mario Scotti, Udc, non si ricandida; Alessandro Cè non è più nelle fila del Carroccio; Dionigi Guindani non correrà dentro le liste del Pd; Osvaldo Squassina si è chiamato fuori a seguito dell’implosione di Rifondazione comunista. Oggi accenniamo al Pdl e all’Udc, domani ad altri partiti.
I fronti del Pdl
Il Pdl lombardo mantiene la candidatura alla presidenza di Roberto Formigoni e corre per restare il primo partito, Lega permettendo. Gli uscenti bresciani – Nicoli Cristiani, Ligasacchi, Peroni – puntano alla rielezione. Qualche altro ad entrare.
Dall’interno si segnala la «novità» dell’alleanza tra il ministro Gelmini, l’on. Romele, l’assessore Nicoli Cristiani finalizzata a far uscire come più preferenziato Nicoli e a portare nel listino collegato al candidato presidente Formigoni, in posizione sicura, l’ex presidente della Provincia Alberto Cavalli. Un’operazione, si commenta nel Pdl, di contenimento dell’influenza della componente del sindaco di Brescia Adriano Paroli, che mette in pista l’assessore regionale Mauro Parolini, anche lui impegnato a portare a casa un consenso personale robusto. Margherita Peroni – che come Parolini ed altri è già, a livello di cartellonistica, in evidente campagna elettorale – non vuole stare a fare tappezzeria. Secondo voci di partito, la sua referenza elettorale avrebbe più punti di contatto con quella di Parolini rispetto al voto orientabile su Nicoli.
Ex An e associazioni
C’è la componente già An, oggi rappresentata da Vanni Ligasacchi, subentrato a Viviana Beccalossi quando è diventata parlamentare. Le scuole di pensiero nella componente sono molteplici: puntare tutto su Ligasacchi, per evitare che gli ex An restino fuori; valutare candidature più collegate con lo storico gruppo dirigente bresciano di An, vedi l’ex assessore provinciale Enrico Mattinzoli; rigiocare la carta acchiappa voti della Beccalossi, sapendo che, una volta eletta, dovrebbe lasciare il Parlamento, potrebbe tornare in discussione la sua funzione di coordinatore provinciale del partito, dovrebbe trovare un posto adeguato in Giunta.
Le liste provinciali regionali sono formate da 8 candidati e il voto prevede sia la possibilità, sempre usata in modo limitatissimo, di un voto disgiunto tra presidente e liste che lo sostengono, sia, questa decisiva, la preferenza per un solo candidato consigliere. Ecco perché le componenti organizzate si muovono su un solo candidato: per non disperdere i voti a vantaggio della concorrenza interna.
Nel Pdl si guarda con un misto di attenzione e preoccupazione all’ipotesi di candidature di esponenti di categorie organizzate. Da un lato potrebbero tenere agganciati al partito voti a rischio di trasmigrazione verso alleati concorrenti, dall’altro rischiano non solo di modificare i rapporti di forza elettorale tra gli altri candidati, ma di inserire varianti forti, in grado di raggiungere consensi personali di tutto rilievo, magari vincenti.
Le scelte dell’Udc
La partita Udc è tutta nelle mani di Casini: un’intesa con Formigoni? Andrà da solo? In questa seconda ipotesi si fanno sia il nome del bergamasco Pezzotta come candidato presidente, sia quello dello stesso Casini.
A Brescia Mario Scotti si è chiamato fuori dalla partita regionale per non interferire con la non agevole corsa alla riconferma di Quadrini, pure lui presente nella cartellonistica pre elettorale senza un preciso riferimento al tipo di competizione che è chiamato a fare l’Udc.