Ufficio Stampa Popolo della Libertà
 
“Il virtuoso modello lombardo promosso nel giugno scorso dalla Corte dei Conti, deve essere di esempio per tutti.  Debiti pagati in tempo, totale indipendenza economica rispetto ai nuovi investimenti e numero di dipendenti in progressiva diminuzione. Chi meglio di noi?".
 
Milano 23 Luglio 2013 – Il Consiglio regionale lombardo ha approvato questa mattina il conto consuntivo relativo all’esercizio finanziario 2012, mentre è stata avviata la discussione in relazione all’assestamento di bilancio 2013 e pluriennale 2013-2015 presentato dal presidente della I° Commissione Alessandro Colucci (PDL).
 
“Per quanto riguarda  il rendiconto del 2012 – ha commentato il Colucci del Gruppo del PDL –  mi piace qui sottolineare i risultati raggiunti in ambito economico: chiudiamo con un avanzo di amministrazione di 3 miliardi e 800 milioni di euro (erano 3 e 9 nel 2011). In questo senso, va sottolineato che il mantenimento di un consistente equilibrio  è dovuto dalla capacità di “contenere” i costi di funzionamento e, al contempo, di  “liberare” risorse da destinare a spese di investimento senza, pertanto, ricorrere all’indebitamento”. In questo senso, il Gruppo del PDL, cita il giudizio di parifica della Corte dei Conti che promuove a pieni voti la gestione economico finanziaria 2012 di Regione Lombardia. “Quel giudizio come ben messo in evidenza, peraltro, nella sua relazione dall’assessore regionale all’Economia Massimo Garavaglia, vale più di mille discorsi. In particolare, la capacità di autofinanziamento degli investimenti regionali, al termine della gestione 2012, è stata del 100%. Dobbiamo, inoltre, essere soddisfatti delle sottolineature positive della Corte dei Conti relative ai tempi di pagamento dei debiti che nel 2012 per la nostra regione sono in linea con la direttiva Europea che li fissa in 65 giorni, anche se il nostro obiettivo come Regione Lombardia è di arrivare  ad un termine di 45 giorni per il pagamento già entro la fine dell’anno, un risultato che per il resto del Paese è fantascienza”. Altro aspetto particolarmente virtuoso è  quello relativo al numero complessivo dei dipendenti regionali, che si conferma in progressiva diminuzione nel tempo. “La nostra Regione in questo senso presenta un rapporto fra ‘stock’ di personale in servizio e numero di cittadini (potenziali utenti dei servizi offerti), ben al di sotto di quello medio nazionale. Ritengo pertanto – conclude il relatore del Gruppo del Popolo della Libertà – che questa sia un’ottima base di partenza da cui partire e per rendere, se possibile, ancor più virtuoso il modello lombardo”.