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Bresciaoggi 26 marzo 2010
 
La politica entra in classe alla vigilia delle elezioni regionali e i giovani non si fanno pregare spaziando dal "bavaglio" ai talk show televisivi, alle discariche di amianto, dagli immigrati, alle energie alternative per non dimenticare un argomento di casa: l’Aeroporto di Montichiari. Del resto non poteva essere diversamente, visto che l’arena nella quale si confrontavano i politici (Mauro Parolini del Pdl, Gianmarco Quadrini (Udc), Francesco Patitucci (Idv), Roberto Vanaria (Lega Nord) e Piero Maffeis per il Pd) era l’Istituto superiore Don Milani di Montichiari, retto dal dirigente Mauro Fraccaro, una scuola non nuova a queste esperienze visto che già alle amministrative del giugno 2009 aveva messo attorno ad un tavolo i candidati.
Una platea di circa 300 giovani delle classi quinte hanno così partecipato attivamente al confronto tra i cinque candidati bresciani partendo da un doppio turno di 4-5 minuti a testa nel quale gli aspiranti consiglieri regionali hanno presentato se stessi e parlato delle motivazioni della loro candidatura e di programmi con un occhio ad ambiente, istruzione, trasporti, sanità, lavoro.
Gli studenti presenti hanno poi avuto a disposizione l’ultima mezz’ora per presentare le loro domande ai cinque candidati concentrando la loro attenzione sulle trasmissioni televisive sospese dalla Rai, le discariche per l’amianto, le energie alternative, l’integrazione degli stranieri, alla situazione dell’aeroporto di Montichiari. Temi generali, ma anche questioni specifiche come la candidatura a Brescia del giovane Renzo Bossi, figlio del leader della Lega Nord. Parlando di stranieri Piero Maffeis ha detto che «la vera integrazione inizia nelle scuole», mentre Vanaria sul figlio di Bossi ha sottolineato come «questa è la democrazia, quella che elegge coloro che voi voterete», ma Patitucci lo ha incalzato parlando di «ritorno del nepotismo» e ha difeso «l’immigrazione regolare che lavora, non quella clandestina». 
Quadrini parlando di centrali nucleari ha trovato curioso che «nonostante il decreto del Governo, i presidenti delle 13 Regioni che vanno al voto non vogliono il nucleare». Sul tema dell’aeroporto la preoccupazione è stata unanime con uno sguardo alle controversie tra Brescia e Verona sullo sviluppo dello scalo. Mario Parolini, attuale assessore provinciale ai lavori pubblici, ha spiegato che «l’aeroporto deve tornare in mano ai bresciani per un vero sviluppo», mentre Patitucci ha ricordato «quanto il turismo sia importante per i nostro territorio, e non i voli notturni dei cargo postali che disturbano il sonno».
Sull’ultimo tema, le trasmissioni di approfondimento congelate, i candidati hanno sposato le linee dei rispettivi partiti: dalla «faziosità sospesa» per Pdl e Lega, all’«oltraggio alla libertà» di Pd e Idv.