Giornale di Brescia 18 maggio 2010
 
Un incontro definito «costruttivo», utile premessa per proseguire nel confronto, il cui esito però è incerto. Il progetto del Musil, è stato detto, deve andare avanti, precisando tappe e tempi, garantendo la sostenibilità economica dell’impresa, vale a dire la costruzione della sede prima, la sua gestione poi. Nessuno mette in discussione la validità scientifica e culturale dell’iniziativa, anzi; c’è, però, una grande (e decisiva per la vicenda) attenzione al problema dei costi sollevata dal Comune di Brescia. È accantonata, invece, l’idea lanciata dall’Amministrazione comunale di trasferire nel Musil il Museo di Scienze naturali di via Ozanam. Sono questi i risultati della Consulta di ieri fra gli enti che partecipano al progetto. Nella sede della Fondazione Luigi Micheletti si sono trovati l’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi per il Comune di Brescia; il consigliere Mauro Parolini per la Regione; il rettore Augusto Preti per l’Università statale; i rappresentanti di Provincia, Camera di Commercio, delle Fondazioni Micheletti e Civiltà Bresciana. 
Qualche passo avanti è stato fatto, le parti si sono parlate, ma la posizione dell’Amministrazione comunale di Brescia («Non vogliamo spendere altri soldi») è netta e solleva una questione non da poco.
Le spese di gestione
Il tema della riunione di ieri era la costruzione della sede centrale del Musil nell’area ex Tempini del Comparto Milano. Proprio domenica il nostro giornale aveva registrato l’intervento del mondo industriale per una sollecita ripresa della vicenda. Paola Vilardi, ieri, è stata secca nel sottolineare la priorità dell’aspetto economico: «Il Comune – ci conferma – non intende investire risorse oltre a quelle già stanziate. Voglio essere chiara: l’allestimento e la gestione del Musil non devono costarci un euro». Niente spese supplementari per un bilancio già difficile. Una posizione precisa, che evidenzia il timore dell’Amministrazione di trovarsi fra le mani una costosa scatola vuota. Insomma, il Comune vorrebbe vederci chiaro, avere garanzie sulla «sostenibilità» dell’iniziativa. 
«L’opera va fatta», dice il consigliere regionale Mauro Parolini. «Si tratta di una proposta di rilievo nazionale. La volontà di andare avanti c’è. Bisogna stabilire scadenze precise». È necessario, però, «dare grande attenzioni ai dettagli, soprattutto alle modalità di gestione futura del Musil, affinché siano sostenibili con le risorse dei soggetti che partecipano».
Il rettore Augusto Preti si dice «contento dell’incontro. È stato positivo. Si è parlato con molta chiarezza. Tutti i soggetti si sono impegnati a ritrovarsi per procedere, definire le questioni irrisolte e quindi dare avvio all’esecuzione del progetto». Anche il rettore sottolinea il nodo dei costi futuri di gestione, «visto che per la costruzione del Musil le risorse ci sono già». 
Nuovi incontri
Pier Paolo Poggio, direttore della Fondazione Musil, parla di «clima positivo. Anche se l’incontro è stato interlocutorio è comunque un passo in avanti». Su quello che è diventato il tema centrale della vicenda – la spesa per il funzionamento della futura struttura – Poggio ribadisce il suo ottimismo. «Credo che il Museo funzionerà, attirando dall’Italia e dall’estero migliaia di visitatori». Ovviamente paganti. «Bisogna confidare anche nell’aiuto delle categorie economiche bresciane. L’Associazione Industriale, ma anche singoli imprenditori, appoggiano il progetto. Certo – continua Poggio – possiamo chiedere un loro sostegno concreto solo quando ci sarà qualcosa di concreto». Ossia, insiste Poggio, quando il Comune indirà la gara di appalto e cominceranno i lavori. In ogni caso, aggiunge, «l’accordo di programma del 2005 contiene una norma di salvaguardia per gli enti: sosterranno i costi di gestione secondo i programmi e i finanziamenti deliberati dagli stessi».
Nei prossimi giorni seguiranno altre valutazioni. Ai primi di giugno ci sarà una nuova riunione della Consulta in cui si cercherà di verificare i progressi e sciogliere le questioni aperte: quella dei costi è fondamentale. Sembra di capire che si tratterà di un incontro decisivo per la sorte del Musil.
Enrico Mirani